Inquinamento

Pesticidi, l’esposizione a prodotti tossici è più alta nei paesi in via di sviluppo

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Nei paesi in via di sviluppo, le persone più povere sono esposte maggiormente ai pesticidi tossici a causa dell’assenza di leggi che ne vietano la vendita.

Le persone povere nei paesi in via di sviluppo rischiano maggiormente di essere esposte a pesticidi classificati ad alto rischio per la salute umana o per l’ambiente secondo un’analisi di Unearthed. L’analisi mostra come i cinque più grandi produttori di pesticidi al mondo stiano guadagnando miliardi, circa il 36% delle proprie entrare, dalla vendita di agenti chimici pericolosi per l’uomo e per l’ambiente e siano inoltre responsabili del precipitoso calo della popolazione di api.

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I ricercatori hanno scoperto che la vendita degli HHP, i pesticidi altamente pericolosi, è maggiore nei paesi più poveri, in cui esistono meno regolamenti rispetto a quelli più industrializzati. Ad esempio in India, gli HHP rappresentano il 60% delle vendite mentre nel Regno Unito solo l’11%.Il report è stato condotto su Bayer, BASF, Corteva, FMC e Syngenta, che continuano a vendere HHP come neonicotinoidi e glufosinato, vietati in altre parti del mondo. Unearthed ha utilizzato i dati di Phillips McDougall condotti sugli acquirenti di pesticidi nei 43 paesi in cui vengono venduti maggiormente.

Nonostante in Europa, Canada e Stati Uniti le leggi abbiano impedito che alcuni pesticidi fossero venduti, questo non ha rallentato le compagnie, che hanno venduto 4.8 miliardi di dollari di prodotti contenenti HHP nel 2018. Bayer ha definito lo studio “ingannevole”, non fornendo però prove a favore di queste affermazioni. Dal momento che lo studio ha coinvolto solamente 43 paesi, copre meno della metà delle vendite globali delle compagnie. Questo suggerisce che le compagnie potrebbero guadagnare ancora più miliardi dai pesticidi che le agenzie definiscono pericolosi perché possono avvelenare o causare malattie croniche, o perfino essere tossici per le api e gli altri animali.

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Lo studio ha scoperto che le compagnie vendono la maggioranza dei pesticidi nei paesi in via di sviluppo come Brasile e India, dove i rischi posti da questi prodotti sono maggiori. Le coltivazioni più coinvolte sono quelle del mais e della soia. Circa un quarto delle vendite riguarda prodotti conosciuti per essere cancerogeni mentre un 4% riguarda prodotti altamente tossici per l’essere umano. Ogni anno, circa 200,000 suicidi sono legati all’avvelenamento dai pesticidi nei paesi in via di sviluppo. “Le indagini mostrano come esista una grandissima differenza tra quelle che le compagnie dicono e quello che poi effettivamente fanno” ha commentato Meriel Watts di Pesticide Action Network.

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Baskut Tuncak, referente dell’ONU in materia di sostanze tossiche e diritti umani ha spiegato: “Non c’è niente di sostenibile riguardo l’utilizzo di pesticidi altamente tossici in agricoltura. Avvelenano i lavoratori, distruggono la biodiversità e l’ambiente. Non sono in alcuno modo sostenibili e non possono essere usati in modo sicuro. Sarebbero dovuti essere vietati tanto tempo fa”.

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