Pesticidi. ColtiviAMOfuturo consegna 6700 firme per un’agricoltura libera da veleni

Pesticidi. Controlli veri, sanzioni efficaci e un decisivo cambio di marcia. È la richiesta del Coordinamento ColtiviAMOfuturo, formato da associazioni di cittadini dell’area Grappa, Asolo, Montello e Piave che alla Camera dei Deputati hanno presentato il risultato della raccolta firme per chiedere il rispetto del principio di Precauzione e del diritto alla salute delle persone, a causa dei rischi derivanti da esposizioni anche minime di sostanze cancerogene.

 

«Il primo obiettivo del Coordinamento – spiegano i promotori – è attivarsi per una vera regolamentazione dell’utilizzo dei pesticidi e diserbanti. I regolamenti in uso infatti sono del tutto insufficienti sotto il profilo della salute dei cittadini esposti ai veleni, mentre invece sono molto soddisfacenti per le imprese agricole. Inoltre di fatto manca un organo di controllo preparato e sanzioni adeguate che siano da deterrente a pratiche scorrette».

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Il discorso vale anche e specialmente, per il nuovo regolamento della DOCG Asolo Montello, attualmente in corso di adozione nei 14 comuni della destra Piave, sottoposto ai Consigli comunali «senza un loro pieno coinvolgimento in fase di definizione dei contenuti». Il coordinamento ha deciso di aderire, domenica a Cison, alla Marcia Stop pesticici promosso dai comitati della Sinistra Piave e del Bellunese. Il secondo atto sarà presentarsi ai Comuni dell’area Grappa – Asolo – Piave – Montello, per aprire un dialogo costruttivo, finalizzato a gettare le basi per una vera regolamentazione a tutela della salute.

Le 6700 firme raccolte che saranno consegnate al Governatore del Veneto Zaia, arrivano all’inizio della nuova stagione di trattamenti con pesticidi.

Irrorazioni massicce che coinvolgeranno zone rurali e centri abitati. Tanti campi sorgono infatti vicino a abitazioni, scuole e luoghi pubblici. In questi spazi gli abitanti sono sottoposti a un continuo rischio, quello derivante dal contatto con i fitofarmaci, che si aggiunge alle tante altre criticità presenti in Veneto.

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Una terra di veleni e devastazione ambientale, ai vertici nazionali per consumo del suolo, con un’urbanizzazione civile ed industriale irrazionale e l’intensificazione continua di grandi opere. Qui si diramano anche la maggior parte dei vitigni intensivi d’Italia, tra cui le famose colline del Prosecco, già aspramente criticate dall’Unesco in quanto emblema di un modello agricolo incompatibile con la sostenibilità ambientale e sanitaria del territorio in cui si sviluppa.

Un modello in netto contrasto con la salvaguardia della biodiversità, della qualità delle acque, della fertilità dei suoli, della stessa salute umana.

La campagna per un cibo e un’agricoltura senza veleni è un invito a creare un movimento unificato per il cambiamento.

E si rivolge alle comunità e alle popolazioni di ogni parte del mondo, ai rappresentanti delle istituzioni, ma anche agli agricoltori, ai produttori e ai consumatori di alimenti, che si stanno già mobilitando localmente e globalmente nella difesa della terra e delle generazioni future.

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