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Peste suina, tutta Roma diventa zona rossa. Tutte le ultime notizie, con le regole aggiornate.

Peste suina, tutta Roma diventa zona rossa (ma non solo). Tutto il territorio all’interno del Grande Raccordo Anulare, più una vasta area a Nord della Capitale, saranno interessate dalle nuove misure di contenimento e di abbattimenti selettivi di cinghiali. È quanto stabilito dopo l’incontro, in Prefettura, tra il commissario straordinario Angelo Ferrari, il sindaco Roberto Gualtieri, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, il presidente della Regione Nicola Zingaretti e l’assessora capitolina Sabrina Alfonsi.

Peste suina, a Roma zona rossa allargata

La zona rossa di Roma diventa molto più estesa del previsto. Oltre a tutto il territorio compreso entro il G.R.A. (64 km²), la zona rossa interesserà una vasta porzione a Nord della Capitale, fuori dal perimetro del Raccordo. Questo perché degli otto casi finora accertati, uno è stato registrato proprio al confine, nei pressi della via Cassia. Ora la zona rossa di Roma sarà estesa alla via Cassia fino all’intersezione con la Cassia Veientana e a nordest al Grande Raccordo Anulare.

Peste suina, i tempi degli interventi

A breve sarà istituita una cabina di regia coordinata dal prefetto di Roma, che entro 30 giorni dovrà definire un piano con le modalità per gli abbattimenti selettivi dei cinghiali. Il commissario straordinario, Angelo Ferrari, ha spiegato: “Chiediamo di monitorare la presenza di carcasse per garantire che la zona infetta non si ampli. Sui tempi bisogna avere pazienza e comprendere come evolverà l’epidemia. Ci aspettiamo un’autoestinzione e per l’eradicazione ci vorrà un anno dall’ultima carcassa positiva. L’obiettivo principale è contenere la malattia, eradicarla dall’Italia e soprattutto evitare che si propaghi ai suini domestici“.

Peste suina, a Roma abbattimenti selettivi

Degli abbattimenti selettivi ha parlato invece Andrea Costa. “Faremo una caccia con i selettori, che sono cacciatori abilitati che operano già sul nostro territorio nazionale. In Piemonte lo stesso piano è già iniziato e sono stati abbattuti 500 capi” – ha spiegato il sottosegretario alla Salute – “L’obiettivo centrale resta quello dio ridurre sensibilmente la presenza dei cinghiali nel nostro Paese. Il loro numero è sottostimato ma il numero di esemplari è cinque o sei volte più alto di quello che dovrebbe essere. C’è un’emergenza dentro l’emergenza“.

Peste suina, stop alla caccia dentro il G.R.A.

Nell’ordinanza firmata dal commissario straordinario, Angelo Ferrari, sono previste diverse regole per controllare e prevenire la peste suina a Roma e nel Lazio. Tra queste, lo stop alla caccia all’interno del Grande Raccordo Anulare, nelle aree protette regionali. Va ricordato che la peste suina non è trasmissibile all’uomo, ma ha effetti letali su tutti i suini e va impedito che si diffonda dai cinghiali ai maiali d’allevamento.

Peste suina, le altre regole

Tra le altre regole dell’ordinanza c’è l’obbligo di censire tutti gli allevamenti, aggiornando immediatamente la banca dati nazionale e fornendo anche informazioni come la geolocalizzazione, l’orientamento produttivo e il numero di capi presenti. La situazione sarà controllata dalle Asl, dai carabinieri forestali e da altre forze di polizia.
Previsto anche un divieto di ripopolamento per sei mesi dalla data dell’ordinanza. Le Asl competenti dovranno anche programmare la macellazione immediata dei suini negli allevamenti familiari, commerciali della tipologia semibradi e allevamenti misti che detengono suini, cinghiali o loro meticci, destinati alla produzione di alimenti.

Peste suina, Ilaria Capua: “Grave emergenza”

La peste suina non è un pericolo per l’uomo, ma si diffonde solo tra i suini, per cui è letale” – ha spiegato oggi la virologa Ilaria Capua ad Agorà Extra, su Rai3 – “Si trova nell’Ue da molti anni e si diffonde attraverso i suini o tramite gli scarti alimentari suini che vengono dati agli animali per l’alimentazione“.
La virologa italiana che lavora negli Stati Uniti ha poi aggiunto: “Anche se per l’uomo non è un pericolo, si tratta di un’emergenza sanitaria gravissima, con grandi implicazioni commerciali. Dobbiamo muoverci molto rapidamente, ha già colpito la Sardegna che ne è uscita, ma ha impiegato anni. La situazione è già gravissima in Asia, dove il virus ha raggiunto i maiali negli allevamenti. Agire subito è fondamentale, se lasciamo passare l’estate ci troveremo in una condizione ben peggiore“.

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