La devastante eruzione vulcanica sull’isola di Tonga ha causato uno tsunami che ha riversato una vastissima sacca di greggio sulle coste del Perù, causando un disastro ambientale. Si teme anche per le conseguenze delle polveri eruttate dal vulcano, che potrebbero aver contaminato la zona di mare che circonda l’isola.

Un’enorme sacca di greggio si è riversata sulle coste del Perù in seguito allo tsunami provocato dall’eruzione del vulcano sull’isola di Tonga. Il petrolio, che ha contaminato due aree protette, proviene dallo scarico di una raffineria di la Pampilla, vicino alla capitale Lima.

La forza dello tsunami ha tranciato i tubi di scarico di una nave che si era agganciata per rifornirsi, l’italiana Mare Doricum, portando con sè almeno 6mila barili di greggio.

 


Il portavoce della società Fratelli d’Amico Armatori S.p.A, proprietaria della petroliera, ha dichiarato che a “seguito della rottura improvvisa dell’oleodotto sottomarino del terminal, è stata notata una macchia di olio in prossimità della nave. Verso le 17:25 ora locale, il personale di guardia di bordo ha prontamente informato il Primo Ufficiale, il quale ha immediatamente interrotto le operazioni di discarica e ha assicurato che le valvole dei collettori fossero chiuse”.

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Nonostante il tentativo di contenere la chiazza con transenne galleggianti il petrolio ha invaso la Riserva marina di Ancon.

 


Il Servizio Nazionale Aree Naturali Protette (Sernanp) parla di “danno irreparabile” nel parco di Ancón e in parte della riserva nazionale di Punta Guaneras.

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Nel frattempo si teme che le conseguenze ambientali della devastante eruzione vulcanica di Tonga andranno ben oltre i danni immediati. 

 


Gli scienziati della Cornell University che guidano la ricerca finanziata dalla NASA sugli impatti della cenere vulcanica avvertono che oltre ai danni diretti alle infrastrutture causati dallo strato di cenere e dallo tsunami, la spessa coltre di cenere presenta straordinari rischi per la salute e l’ambiente, amplificati dall’interazione dell’acqua di mare con le particelle di cenere.

 


I ricercatori avvertono che l’acqua potabile potrebbe essere contaminata e che gli impatti a medio termine sull’agricoltura su piccola scala potrebbero causare minacce acute e croniche alla salute e ai mezzi di sussistenza a Tonga.

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Matthew Pritchard, professore di telerilevamento e ricercatore co-principale del progetto NASA, afferma che l’acqua e il magma producono anche particelle di cenere molto fini che possono diffondersi su un’ampia regione.

 


“Ci sono rapporti preliminari che le concentrazioni di acido cloridrico sono state rilevate dal satellite a livelli più alti del solito nell’atmosfera sopra Tonga. Poiché l’interazione acqua-magma produce cenere vulcanica molto fine e il pennacchio di cenere sembra aver raggiunto almeno 20 km di altitudine,  aspettatevi che la cenere si disperda su una regione molto più ampia rispetto alle precedenti eruzioni”.

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