Roma e Dintorni

Roma, la libreria Pecora Elettrica di nuovo in fiamme. La sua colpa? Disturbare gli spacciatori

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La Pecora Elettrica, bar libreria nel cuore di Centocelle, è stata data alle fiamme per la seconda volta, il giorno prima della riapertura. La sua colpa? Rimanere aperti di sera, disturbando gli spacciatori del quartiere.

Roma non è una città. Roma è un mondo, un insieme di realtà tenute insieme da una strada circolare. Roma è il sole sui Fori Imperiali, Roma è una strada in periferia.

Chi vive nelle borgate lo impara fin da piccolo. “Non passare per quella strada, non andare in quel parco, lì spacciano.” E tu allora obbedisci, curioso, e si formano quelle zone oscure, quelle dove il buio è più profondo, quelle dove la notte le “persone perbene” non ci passano.

Sembra quasi normale, e allora gli uomini che vivono nel buio si appropriano di quelle zone, ne fanno la loro tana, indisturbati al centro del tuo quartiere. Ci si abitua alla loro presenza, come a quella di una frutteria, di un semaforo; lì c’è la chiesa, lì la scuola, lì è dove si spaccia.

Però poi ci sono quelli che non ci stanno. Quelli che dicono che non è giusto che queste persone si prendano una parte del nostro quartiere. Sono quelli come i ragazzi della Pecora Elettrica, Danilo e Alessandro, che vogliono illuminare le zone buie del quartiere. E sono quelli che ne pagano le conseguenze, sempre e comunque.

Se n’atra vorta ho ripijato foco,

nun è pe’ n’incindente, né pe’ ‘n gioco.

É che ce sta ‘na mano criminale

che me detesta e me vo’ fa’ der male.

É successo di nuovo. Per la seconda volta la Pecora Elettrica è stata data alle fiamme, il giorno prima della riapertura. Era già successo, come per altro alla pizzeria di fronte. La loro colpa? Quella di voler rimanere aperti di notte, quella di voler illuminare le zone buie di Centocelle.

Qui dove vivo io, a Centocelle,

ce stanno cose brutte e cose belle.

Le cose brutte fanno assai rumore,

l’impunità le fa’ sentì potenti.

Le cose belle vivono d’amore,

so’ miti, silenziose e so’ pazienti.

Centocelle non è quella di 20 anni fa, quella periferia cantata da Ramazzotti quando ancora si ricordava di essere romano. Centocelle è in quartiere in crescita, che piano piano sta uscendo dai canoni della periferia classica e sta diventando un quartiere con tante, tantissime realtà giovani. Ma ci sono sempre quelle persone che non vogliono che il quartiere cresca, che godono e pasturano nel disagio e nella sofferenza, che non accettano che un luogo di cultura e aggregazione giovanile disturbi i loro “affari”.

Ma Centocelle è come Torre Maura, come Torre Gaia, come Tor Bella Monaca. Gente dimenticata dall’autorità, che viene solo per farsi pubblicità o a inaugurare parchi giochi, e poi si dimentica del quartiere. Ma è gente che se colpisci uno del quartiere colpisci tutti, e la solidarietà, quella vera, quella dei vicini di casa, dei ragazzi del bar, della chiesa di quartiere, arriva subito e non ti lascia.

Ce vora’ tempo. Forse qualche mese.

E non escludo pure altre sorprese.

Ma anche se so’ pecora, sappiate,

che co’ ste cose nun me spaventate.

Me riempirò de libri e de cultura:

è quello che a voialtri fa paura.

La Pecora Elettrica riaprirà, una, due, 100 volte. Perché non aprire significa darla vinta a chi vive nel buio, a chi brucia i libri, a chi ha paura di un gruppo di ragazzi. E stavolta insieme a loro ci sarà tutta Centocelle.

Da TeleAmbiente, da tutti noi.

Viva la Pecora Elettrica

 

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