PEAKY BLINDERS, L’IMMORTALE FASCINO DEL MALE NELLE SERIE TV

Peaky Blinders.  Grazie al consiglio di un amico ho messo in lista la serie TV che occuperà quel lasso di tempo tra l’andare a letto e l’addormentarsi per le prossime settimane, ovvero Peaky Blinders.

Peaky Blinders è la storia di una famiglia di Birmingham durante il periodo tra le due Guerre Mondiali e la loro ascesa dalla gestione di scommesse clandestine fino a diventare i signori della malavita di Londra. Ecco,vi pare famigliare? Togliete il setting, il periodo storico e avrete l’ennesima serie TV su un gruppo di cattivi che fanno cose cattive. Ormai è innegabile, le serie di maggior successo, quelle con più ascolti e con più visibilità sono quelle che raccontano il punto di vista di quelli che una volta erano gli antagonisti dell’eroe principale.

È facile citare Gomorra,Suburra,Narcos,o il più vecchio Romanzo Criminale, però facciamo un salto anche indietro. Penso a quella che considero la mia serie TV preferita,ovvero Breaking Bad, che (in parole poverissime) è la storia di un mite professore di chimica che si inventa fabbricante di droga per pagarsi le cure e alla sua lenta ma inesorabile sottomissione al fascino del male. Ma penso anche al cinico Dr House(per chi se lo ricorda), dottore che curava i suoi pazienti insultandoli,tradiva i suoi amici e maltrattava i sottoposti. Ma potrei citare decine di serie TV o film (Il silenzio degli innocenti, il talento di Mr Ripley) dove il protagonista è sostanzialmente una persona o un gruppo di persone malvagie. Ma cos’è che ci affascina così tanto in queste storie? I motivi direi sono tanti: in primis il millenario fascino che il male esercita nell’essere umano, vedi il biblico diavolo tentatore, o anche i Djinni arabi, o le streghe delle fiabe, il male tenta e affascina, nei modi e nell’aspetto. Da questo ne segue anche un altro motivo,ovvero l’attesa del momento in cui il male riceve la sua punizione. Quante volte abbiamo visto cattivi compiere azioni cattive nella convinzione che almeno nelle fiction riceveranno la punizione che gli spetta?

Ultimo ma forse più importante, è la speranza che abbiamo tutti della ricchezza facile. È innegabile che esporre la ricchezza e lo sfarzo in cui vivono gli zingari di Suburra, i camorristi di Gomorra o i trafficanti di Narcos se all’inizio ci suscita un sentimento di disgusto (“guarda questi come si arricchiscono sfruttando noi persone oneste”) , subito dopo però si trasforma in invidia (“ah,se potessi avere io quella casa/macchina/donna/uomo”). Non c’è niente di male è chiaro, è un istinto naturale dell’uomo, ciononostante accresce il fascino che hanno i personaggi malvagi su di noi.

Piccola nota a margine: si legge spesso dell’influenza che avrebbero queste serie sui giovani, spingendoli all’emulazione. Ho sempre trovato questi ragionamenti forzati e senza una base concreta, purtroppo è più facile dare la colpa dei comportamenti dei nostri figli a film/serie tv/videogiochi piuttosto che a noi stessi.

Alla prossima.

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