Politica

CAMERA, STESSO SCHEMA DEL SENATO. AL PD NESSUN QUESTORE

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Camera, stesso schema del Senato. Al Pd nessun questore. Dopo una mattinata di riunioni, l’Aula della Camera ha eletto i componenti dell’Ufficio di presidenza di Montecitorio.

Eletti alla carica di vicepresidenti, Mara Carfagna per Forza Italia, Maria Edera Spadoni per il MoVimento 5 Stelle, Lorenzo Fontana per la Lega ed Ettore Rosato per il Partito Democratico.

Ricopriranno invece la carica di questori, Riccardo Fraccaro per il M5S, Gregorio Fontana per Forza Italia ed Edmondo Cirielli per Fratelli d’Italia.

Eletti segretari invece: Francesco Scoma (Fi), Silvana Comaroli (Lega), Marzio Liuni, (Lega), Raffaele Volpi (Lega), Azzurra Cancelleri (M5S), Mirella Liuzzi (M5S), Vincenzo Spadafora (M5S), Carlo Sibilia (M5S).

Come “annunciato”, si è replicato quanto avvenuto ieri al Senato.

Il Partito Democratico infatti non sarà rappresentato da alcun esponente nel Collegio dei Questori.

Ruolo chiave all’interno dell’Istituzione, il regolamento di Montecitorio, stabilisce infatti che “i Questori curano collegialmente il buon andamento dell’amministrazione della Camera, vigilando sull’applicazione delle relative norme e delle direttive del Presidente.
Sovrintendono alle spese della Camera e predispongono il progetto di bilancio e il conto consuntivo. Sovrintendono inoltre al cerimoniale e al mantenimento dell’ordine nella sede della Camera secondo le disposizioni del Presidente”.

Con la composizione degli Uffici di presidenza delle due Camere, si può dire conclusa la fase dell’istituzione dei vertici del Parlamento, anche se martedì bisognerà eleggere un ulteriore deputato segretario di presidenza per garantire la rappresentanza del Gruppo Misto.

Il 4 aprile intanto prenderanno avvio al Quirinale le consultazioni per la formazione del nuovo Governo.
Un primo giro di incontri che dovrebbe occupare tutta la prossima settimana, con una eventuale pausa di riflessione in vista di un successivo giro.

Entro il 5 aprile invece è atteso il faccia a faccia Di Maio – Salvini, ma il vero banco di prova per un accordo tra M5s e Lega sarà il Def, in arrivo in Parlamento entro la metà di aprile.

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