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Partita del Cuore, Aurora Leone dei The Jackal cacciata dalla Nazionale Cantanti: “Sei donna, non puoi giocare”

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Il caso alla vigilia della Partita del Cuore: Aurora Leone, dei The Jackal, è infatti stata cacciata dalla cena prima del match benefico in cui avrebbe dovuto giocare con la maglia della Nazionale Italiana Cantanti. Il Dg della Nazionale Cantanti, Gianluca Pecchini, si dimette dal suo incarico.

Questa sera ci sarà la Partita del Cuore tra la Nazionale Cantanti e i Campioni della Ricerca, ma c’è un caso a scuotere la vigilia. Aurora Leone, attrice di The Jackal, era stata regolarmente convocata insieme al collega Ciro Priello e stava partecipando alla cena. All’improvviso, denunciano i comici napoletani, il manager e organizzatore Gianluca Pecchini ha intimato all’attrice di andarsene: “Non puoi stare seduta qui, al tavolo dei giocatori. Sei una donna, non puoi stare seduta qui, mica giochi, sei qui come accompagnatrice“.

 

 

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Aurora Leone, a quel punto, ha spiegato: “Ho la convocazione stampata e mi hanno anche chiesto la taglia dei completini”. La replica di Pecchini non si è fatta attendere: “I completini te li metti in tribuna, da quando in qua le donne giocano?”. L’attrice e il collega Ciro Priello hanno quindi spiegato di non voler partecipare alla Partita del Cuore, ma hanno anche aggiunto: “Continuate a sostenere il progetto, che ha tutt’altro scopo rispetto a quanto accaduto”. Come se non bastasse, ai due comici è stato impedito di entrare in hotel per fare il check-out.

Il Dg della Nazionale Cantanti, Gianluca Pecchini, si dimette dal suo incarico dopo le polemiche. Lo annuncia lui stesso in una nota spiegando: “Mi assumo la responsabilità di quello che è accaduto dimettendomi dal mio incarico in attesa di parlare personalmente con Aurora Leone. Ci tengo però a sottolineare, a scanso di equivoci, che nessun artista si è reso conto dell’episodio in questione; i presenti si sono accorti di quello che stava accadendo nel momento in cui Aurora e Ciro si sono alzati per andarsene via”.

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Immediata la reazione di alcuni componenti della Nazionale Italiana Cantanti. I primi a chiedere scusa e a dissociarsi dall’accaduto sono stati Eros Ramazzotti e Andro dei Negramaro. “Non siamo sessisti, tantomeno razzisti o omofobi. Ci scusiamo per quanto accaduto, è stato un errore da parte dello staff che non siamo riusciti a recuperare”, le parole di Eros Ramazzotti.

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Le dure reazioni da parte del mondo dello spettacolo non si sono fatte attendere. Maria Pia Scalzone, l’attrice che interpreta Imma Savastano in Gomorra, ha commentato così: “Se denunci sei una pazza mitomane se protesti sei maleducata e arrogante. Se ti incazzi sei isterica. Il ribaltamento (perché donna e partenopea?) fa schifo signori cantanti. Sappiatelo. Cacciate questi signori. Aurora Leone ti abbraccio”. Anche Salvatore Esposito ha condannato l’accaduto, con un laconico “Che schifo”..

Anche Aurora Ramazzotti usa parole durissime: “È incredibile come l’irrefrenabile bisogno di prevaricare risulti necessario anche quando si sta facendo beneficenza. Anche laddove imporre la propria ‘superiorità’ sembrerebbe superfluo agli occhi di un neonato, continua ad essere una necessità. Andando così ad oscurare lo scopo importante e portandosi le persone che partecipano ingiustamente giù con sé. C’è da dissociarsi ad alta voce e che non si dica più che il nostro è un Paese inclusivo; cose come questa succedono sempre. La strada da fare è lunga. Il maschilismo esiste. Solidarietà a Aurora”.

Una condanna di quanto accaduto è giunta anche da Valentina Vezzali, sottosegretaria allo Sport: “Quanto denunciato da Aurora Leone è l’ennesima triste attestazione di quanta strada ci sia ancora da fare. ‘Da quando in qua le donne giocano a calcio’ evidenzia la necessità di tanta cultura sportiva. Si punta al cuore, ma qui bisogna ricominciare dal cervello”.

La Nazionale Italiana Cantanti ha replicato alle accuse con una controversa ‘storia’ su Instagram, poi cancellata. “Alessandra Amoroso, Madame, Jessica Notaro, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Rita Levi Montalcini: sono solo alcuni dei nomi delle tantissime donne che dal 1985 (anno in cui abbiamo giocato a San Siro, la prima volta, contro una compagine femminile) hanno partecipato e sostenuto i nostri progetti. Il nostro staff è quasi interamente composto da donne, come sono donne le conduttrici e la terna arbitrale di quest’anno” – la dichiarazione – “La Nazionale Italiana Cantanti non ha mai fatto discriminazioni di sesso, fama, genere musicale, colore della pelle, successo e followers. C’è solo una cosa in cui non siamo mai scesi a compromessi: non possiamo accettare arroganza, minacce, maleducazione e violenza verbale dai nostri ospiti”.

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