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Taglio del Parco della Lessinia, nessun ritiro della legge. Cristina Guarda: “Cittadini raggirati”

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Cittadini e associazioni il 26 gennaio si sono mobilitati contro la proposta di alcuni consiglieri leghisti per la riduzione della superficie dell’area protetta del Parco Naturale Regionale della Lessinia. Dopo la protesa sembrava che la proposta fosse stata ritirata. Ma non è così ,”i cittadini sono stati raggirati”.  Intervista esclusiva a Cristina Guarda, Consigliere Regione Veneto.

Una camminata per dire NO alla riduzione della superficie dell’area protetta del Parco Naturale Regionale della Lessinia (Veneto) è stata organizzata domenica 26 gennaio da 123 associazioni. All’iniziativa hanno partecipato migliaia di persone. Un cammino che fa seguito all’annuncio della giunta regionale di Luca Zaia a proposito del taglio di ampie porzioni di Parco: si parla del 18% della sua estensione per un totale di oltre 1.700 ettari.

Dopo la mobilitazione sembrava ci fosse stato un ritiro della legge ma in realtà non è stato così, come ci ha spiegato in un’intervista esclusiva, Cristina Guarda, Consigliere Regione Veneto

Cosa è successo dopo la protesta e come ha giustificato il governatore Luca Zaia questa decisione?

“Ha pensato che una buona strategia fosse quella di dichiararsi estraneo ai fatti. Eppure la Regione del Veneto non è nuova a questo tipo di notizie. Già qualche anno fa nel 2016 era stata proposta una soluzione simile per un altro parco, quello dei Colli Euganei, quindi non è sicuramente una novità per la maggioranza leghista proporre queste riduzioni di parco, il tutto per gli interessi di una sola categoria sociale, quella dei cacciatori“, afferma Cristina Guarda.

Secondo la giunta di Centrodestra, che gode del sostegno di cacciatori, allevatori, malgari e alcuni amministratori locali, quest’operazione si renderebbe necessaria per contrastare in particolare la proliferazione dei cinghiali, un vero flagello per l’agricoltura, una riperimetrizzazione che darebbe mano libera agli amministratori non più gravati da vincoli ambientali stringenti.

Il mondo ambientalista e le opposizioni, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, puntano il dito contro la lobby della caccia che potrà tornare ad essere praticata e contro i possibili danni ambientali derivanti da una cementificazione selvaggia.

Le ragioni che spingono al taglio del parco e quali invece i danni ambientali che comporterebbe questa proposta di legge?

“Quello che ho rilevato essendo abitante ma anche agricoltore in un’area esterna al parco, che presenta un evidente problema sempre riferito alla fauna selvatica, la situazione dei cinghiali è  anche peggiore. Quindi togliere aree di parco per consentire una liberalizzazione della caccia per la gestione del cinghiale è sicuramente fallimentare perché il piano di eradicazione del cinghiale della regione del Veneto lo è già fallimentare in tutto il resto del territori non protetto. Altre motivazioni sono state relative al commercio o l’autorizzazione per attività all’interno del parco ma sono tutte questioni che basterebbe affrontare nella revisione del Piano ambientale, un piano orizzontale però gestito e approvato dall’Ente Parco non dalla Regione”. 

“In questi giorni è stato dichiarato dal governatore Zaia che in realtà non c’è un taglio del parco ma una trasformazione in aree contigue. Questo significa comunque un taglio della superficie protetta. Sta cercando solo di trasformare la comunicazione a suo vantaggio lasciando le cose così come stanno. Sta raggirando i cittadini”. 

Cosa chiedono cittadini e associazioni?

Insieme ai cittadini chiediamo il ritiro della legge. Non c’è alternativa, anche perché la giustificazione del Presidente è un modo tragicomico di andare a modificare la comunicazione a proprio vantaggio. Questo non è rispettoso nei confronti delle migliaia di cittadini che si sono mobilitati anche fisicamente andando a protestare. Non c’è storia, ripensiamo all’utilizzo e a come valorizzare le aree naturali protette del nostro territorio, il Veneto, inquinato fino alla punta dei capelli”.

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Zaia non è il salvatore della Lessinia, è ridicolo, se non offensivo, anche nei suoi confronti, pensare che non sapesse niente della proposta di tagliare il Parco. In Consiglio Regionale, non si muove foglia se lui non è d’accordo, credere che fosse all’oscuro di un progetto così impattante fa ridere. In ogni caso, come solito costume, pensa di scaricare le responsabilità su altri, in questo caso i firmatari del PdL, per ergersi a difensore del territorio, di un territorio che la Lega ha massacrato per anni”. Lo afferma il consigliere regionale del Ps Graziano Azzalin, in relazione al progetto di legge che prevede un ‘taglio’ del territorio del Parco regionale della Lessinia. “Questo giochino però – aggiunge Azzalin – non funziona più, sarà la mobilitazione popolare a costringere la Giunta a fare retromarcia, come accaduto con la riforma delle Ater“.

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La manifestazione di ieri con quasi 10mila persone in difesa del Parco della Lessinia – prosegue – ha rappresentato un momento straordinario di partecipazione, a conferma che l’insensibilità ambientale di Zaia è lontana dal sentire dei veneti. La spending review va fatta sugli sprechi, non sulle aree protette e sull’ambiente, dove occorre investire. Ma la posizione, in materia, della Lega e dei suoi alleati è ben chiara, non c’e’ bisogno di fare alcun appello: prima la riduzione del Parco Colli, quindi il commissariamento pluriennale degli Enti, che non ha portato un solo risultato positivo, poi trasformati in poltronifici per amici degli amici, incuranti della rappresentanza politica dei territori, adesso il taglio di duemila ettari del Parco della Lessinia. E niente di tutto questo e’ stato fatto all’insaputa di Zaia, ma con il suo benestare”. 

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Un taglio ancora più doloroso, e per certi versi incomprensibile, se si considera che il 30 gennaio il Parco Naturale Regionale della Lessinia compirà trent’anni – affermano i manifestanticosì si toglie al Parco un’ampia porzione di territorio di malghe e di contrade dell’alta Lessinia e i tre vaj: preziosi ambienti per la conservazione della flora e della fauna, corridoi ecologici verso la pianura, polmoni boschivi della Lessinia e delle colline veronesi“.

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