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Clima, Papa Francesco riceve l’inviato Usa per il clima John Kerry

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L’inviato di Biden per la lotta ai cambiamenti climatici, John Kerry, questa mattina ha incontrato Papa Francesco. “Il Papa è una delle grandi voci della ragione e una convincente autorità morale sul tema della crisi climatica”.

Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza in Vaticano l’ex segretario di Stato americano ed ex candidato alle presidenziali Usa John Forbes Kerry, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden per il clima. Ne da’ notizia il Bollettino della Sala stampa della Santa Sede riferendo anche dell’ udienza di stamani del Pontefice con il cardinale Marc Ouellet,Prefetto della Congregazione per i Vescovi. E con mons. Aldo Cavalli, Arcivescovo di Vibo Valentia, Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi; Rappresentante Permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche. Con mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto. E con mons. Juan Rube´n Marti´nez,Vescovo di Posadas (Argentina). Il Papa ha inoltre oggi ricevuto in Udienza i membri dell’Associazione “Meter”. 

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Il Papa è una delle grandi voci della ragione e una convincente autorità morale sul tema della crisi climatica. È stato un precursore. La sua enciclica Laudato sì è davvero un documento molto, molto potente. E penso che la sua, sarà una voce molto importante che ci accompagnerà fino alla Conferenza di Glasgow, alla quale credo intenda partecipare. Quindi, abbiamo bisogno di tutti in questa battaglia. Tutti i leader del mondo devono unirsi e ogni Paese deve fare la sua parte. E penso che il Santo Padre parli con un’autorità morale che è unica“. Così l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per il clima in una intervista a Vatican News dopo l’udienza con papa Francesco in Vaticano.

Il presidente Biden ha fissato l’obiettivo di ridurre le nostre emissioni nel prossimo decennio del 50-52%. Ma abbiamo bisogno che altri grandi Paesi emettitori facciano la loro parte. Venti Paesi sono responsabili di circa il 73,75% delle emissioni. Ma tutti hanno la responsabilità di essere parte della soluzione“, ha sottolineato. E “penso che Sua Santità parli con un’autorità unica, un’autorità morale irresistibile. Speriamo possa aiutare a spingere le persone verso una maggiore ambizione per arrivare all’obiettivo“.

Diversi gli incontro dell’inviato Usa John Kerry in questi giorni. Nel colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi è stata discussa l’importanza di una stretta collaborazione fra Italia e Stati Uniti per affrontare con efficacia l’emergenza climatica e la sfida della decarbonizzazione in tutti i fori multilaterali, a partire dal G7, dal G20 e dalla Cop26, e per cogliere le opportunità offerte dalla transizione ecologica. 

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Negoziati della COP26 ed eventi italiani (Youth4Climate e PRE-COP), G20 Clima/Energia, le ambizioni internazionali e gli sforzi nei contesti multilaterali, PNRR Italiano – misure sulla de-carbonizzazione, sono stati i temi trattati con il ministro per la Transizione ecologica, Roberto Cingolani.

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L’incontro con il ministro Cingolani è stato molto costruttivo – ha affermato John Kerry –, entrambi ci troviamo in pieno accordo sull’urgenza di muoversi rapidamente da qui fino agli incontri di Glasgow a novembre, portando i Paesi al tavolo delle trattative e a fare di più. Quella che stiamo affrontando è una crisi planetaria e bisogna fare presto. Vogliamo che i cittadini, sia in Italia, che in Europa, come negli Stati Uniti, comprendano che questa non è una scelta tra prosperità e un’economia che funziona o meno, ma è un’opportunità enorme e i ministri, come quello della Transizione ecologica, hanno il compito di transitare verso un futuro nuovo, migliore e più sicuro, con più posti di lavoro.

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