La ciclista piemontese continua la sua impresa per l’ambiente e ha già attraversato mezza Europa.

Paola Gianotti e la nuova impresa per l’ambiente: la ciclista italiana, già entrata nel Guinness World Record per il giro del mondo in bici (29.430 chilometri percorsi in 144 giorni), sta percorrendo tutta l’Europa, da Stoccolma a Milano, per un totale di 2.022 chilometri in 14 diverse tappe. La partenza dalla città di Greta Thunberg non è stata casuale. Paola Gianotti ha incontrato la fondatrice e leader di Fridays for Future: “Volevo partire dalla piazza dove è nato il primo sciopero per il clima, l’ho trovata mentre manifestava contro la guerra davanti all’ambasciata russa e mi sono sentita quasi fuori luogo, con i miei alberelli da piantare lungo il percorso. Lei però mi ha ascoltato, ha accettato in dono la pianta e mi ha augurato buona fortuna. È stato emozionante e mi ha dato la carica per partire”.

Nelle tappe successive, Paola Gianotti ha raggiunto Zwinderberg, cittadina tedesca di circa settemila abitanti. Qui ha piantato due alberi insieme al sindaco Holger Habich e poi è ripartita per Strasburgo.

 

Nella città sede del Parlamento europeo, Paola Gianotti ha incontrato la vicepresidente Pina Picierno, per consegnarle una talea dedicata a Giovanni Falcone. Tra due giorni è previsto l’arrivo a Milano, al Parco delle Cave, per piantare circa cento piante in occasione dell’evento M’illumino di meno, ideato dalla trasmissione Caterpillar di Radio2 per contrastare l’inquinamento luminoso.

Il viaggio è anche un’opportunità di osservare in modo tangibile i cambiamenti climatici. “Me ne accorgo passando tanto tempo in bici, immersa nella natura. Anche nella mia Ivrea non nevica quasi più e i ghiacciai sono sempre più piccoli” – spiega Paola Gianotti – “Noto anche la differenza tra l’Italia e altri Paesi: da noi c’è tanta noncuranza sia da parte delle persone che delle istituzioni, dai rifiuti abbandonati alla mancanza di infrastrutture adeguate per i ciclisti. All’estero c’è molto più rispetto”.

La Germania è un notevole termine di paragone. “Lì ho percorso solo piste ciclabili, molte delle quali in aree naturali protette, circondata da daini e fagiani” – spiega Paola Gianotti – “Sono zone stupende frequentate non solo dai ciclisti, ma anche da tante famiglie. E mi chiedo perché sia così difficile avere qualcosa di simile anche da noi…“.

Dopo la straordinaria impresa del giro del mondo in bici (e in 144 giorni, nonostante lo stop forzato per un brutto infortunio), Paola Gianotti ha fondato un’associazione per la tutela dei ciclisti e lanciato tante iniziative sociali, come il giro degli Stati Uniti per finanziare la donazione di biciclette alle donne in Uganda o una pedalata di 12 ore in casa durante il lockdown, per donare oltre 10mila mascherine agli ospedali di Ivrea e Torino.

Poi è arrivata la svolta ambientalista, come raccontato dalla stessa Paola Gianotti: “L’anno scorso ho sentito l’esigenza di cambiare abitudini. Sono diventata vegetariana, compro meno, meglio e possibilmente a km zero. Uso la bici al posto dell’auto, anche per i piccoli spostamenti quotidiani. Mi sono sempre sentita legata alla natura, ero andata in bici anche da Roma a Milano per la Youth4Climate. E di fronte alla necessità di piantare miliardi di alberi, ribadita alla Cop26, ho deciso che volevo essere d’esempio e ho iniziato a farlo“.

Nasce così, con il prezioso supporto dell’associazione Wow Nature, dei carabinieri forestali e del Ministero della Transizione ecologica, il progetto Bike4Tree, che prevede di piantare almeno 2.022 alberi nel 2022. “Sì, è un numero ambizioso, ma tutti possono partecipare, adottando una pianta. Ora siamo a circa 300, ma sono fiduciosa. Un ragazzo che conosco mi ha detto che li prenderà come bomboniere per il suo matrimonio” – spiega Paola Gianotti – “Le difficoltà sono tante ma tutti dobbiamo far capire alle persone l’importanza di ogni nostra singola azione. Stare in bicicletta nella natura mi aiuta a entrare in contatto col mio io più profondo, mi permette di riflettere, pensare a me e alle imprese future. E mi piacerebbe girare col mio team un documentario sui lupi o gli orsi, magari in Alaska. Ho anche il desiderio di diventare mamma e conciliare le due cose sarà senza dubbio la sfida più grande“.

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