Le semplificazioni sull’installazioni del fotovoltaico varranno per la gran parte degli immobili italiani con l’eccezione dei beni culturali e dei siti Unesco

Uno degli elementi chiave dell’ultimo decreto legge sull’energia emanato dal governo per scongiurare l’acuirsi dell’emergenza energetica in Italia riguarda il fotovoltaico.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, infatti, da ieri è possibile installare pannelli solari sui tetti e sui balconi delle case italiane (fino a 200 Kw) senza alcuna autorizzazione preventiva.

È un primo passo verso quella semplificazione delle procedure di cui il premier Mario Draghi parla dall’inizio della guerra in Ucraina.

Dunque per poter installare pannelli sui tetti basterà seguire pochissime e semplicissime regole:

  • scaricare un modulo apposito da sito del Gse, il gestore dei servizi energetici, o da quello del ministero dello Sviluppo economico;
  • Compilare il modulo e inviarlo a Gse all’inizio dei lavori;
  • Inviare nuovamente il modulo a Gse alla fine dei lavori.

Dunque niente autorizzazioni preventive, niente permessi, niente attesa.

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Pannelli liberi, le eccezioni: beni culturali e centri storici Unesco

La semplificazione delle procedure per l’installazione dei pannelli fotovoltaici – uno dei punti focali nel piano del governo per combattere la crisi energetica scaturita dall’invasione russa in Ucraina – non valgono, però, per tutti.

Le eccezioni previste dal governo riguardano:

  • i beni “vincolati”, quelli cioè che ricadono nel codice dei beni culturali e paesaggistici (di cui all’articolo 136, comma 1, lettera b e lettera c del codice dei beni culturali e del paesaggio) e dunque ville, giardini e parchi che si
    distinguono per la loro non comune bellezza;
  • gli immobili che insistono nei centri antichi patrimonio Unesco (ad esempio quelli di Roma e Napoli).

In questi casi resta la necessità di richiedere autorizzazioni preventive all’installazione del pannelli solari.

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Incentivi agli impianti nel settore agricolo

Nel decreto energia del governo sono presenti anche incentivi per il settore agricolo e l’installazione di impianti “agrovoltaici”.

I nuovi impianti dovranno aver montati i moduli elevati dal terreno, prevedendo la rotazione degli stessi in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione agricola e pastorale.

La concessione degli incentivi, inoltre, viene subordinata – come si legge in una relazione allegata al decreto – “alla contestuale realizzazione di sistemi di monitoraggio che consentano di verificare l’impatto sulle colture, il risparmio idrico, la produttività agricola per le diverse tipologie di colture e la continuità delle attività delle aziende agricole interessate”.  

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