In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress: 1) Nel Dl Ucraina un pacchetto anti crisi per l’agricoltura; 2) Pane e pasta, prezzi alle stelle; 3) Parmigiano Reggiano torna a Identità Golose; 4) Enea presenta il prototipo per irrigare i campi con le acque reflue depurate

 

In questo numero di Agrifood Magazine, realizzato in collaborazione con Italpress:

1) Nel Dl Ucraina un pacchetto anti crisi per l’agricoltura: Rinegoziazione del debito, implementazione del Fondo per lo sviluppo delle imprese agricole e cessione del credito d’imposta per il caro carburanti, sono i tre asset attraverso cui si delinea la politica di sostegno al comparto agricolo contenuto del Dl Ucraina. Un pacchetto anti crisi per l’agricoltura che vale 195 milioni di euro. Per contrastare la crisi di liquidità aggravata dall’eccezionale incremento dei costi dell’energia e delle materie prime, il Governo ha allargato alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, lo strumento della rinegoziazione e della ristrutturazione dei mutui. Sarà poi consentito allungare fino a 25 anni il periodo residuo di rimborso. Inoltre, nel rispetto del regime de minimis, Ismea (l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) è autorizzato a prestare garanzie gratuite a favore di agricoltori e pescatori. Per sopperire alla stretta sui fertilizzanti scaturita dalla guerra, il Governo ha aperto all’uso del digestato come fertilizzante per i terreni. Per contrastare il caro-carburanti, tema strettamente connesso con il trasporto merci, il Dl concede a imprese agricole e della pesca un contributo sotto forma di credito di imposta pari al 20 per cento della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante effettivamente utilizzato nel primo trimestre solare dell’anno 2022, entro i limiti stabiliti per gli aiuti di Stato. Infine, in arrivo anche la possibilità di rateizzare le bollette di energia elettrica e gas naturale, per i consumi relativi ai mesi di maggio e giugno 2022.

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2) Pane e pasta, prezzi alle stelle: Il caro bollette fa impennare i prezzi di prodotti di largo consumo come pane pasta. Beni che nei prossimi giorni potrebbero risentire del conflitto scoppiato in Ucraina e dei forti incrementi nelle quotazioni delle materie prime. Lo denuncia Assoutenti che ha messo a confronto i listini di pane e pasta nelle principali città italiane, per capire come i rincari di luce e gas scampati lo scorso gennaio abbiano influito sui pezzi al dettaglio. Ferrara è la città dove il prezzo del pane raggiunge il livello più elevato. In base alle ultime rilevazioni del mese, qui è un chilo di pane fresco realizzato con farina di grano costa fino a 9,8 euro, mentre il prezzo medio si attesta a 5,31 euro al chilo. Al secondo posto si piazza a Forlì dove il prezzo massimo del pane fresco e di €9 al kg. Carissima anche Venezia dove un chilo di pane fresco è venduto in media a 5,52 euro. I listini superano i 6 euro al chilo in numerose città: da Milano a Bari passando per Ancona, Macerata, Bologna, Bolzano, Modena, Reggio Emilia, Udine. Le province più economiche risultano essere Napoli, Cosenza e Benevento. Sui listini di prodotti come pane pasta pende la spada di Damocle della guerra in Ucraina che ha fatto impennare le quotazioni internazionali non solo del grano, ma anche del gas e del petrolio. Voci che incidono sui costi di produzione e quindi sui prezzi finali al pubblico. Per Assoutenti esiste il rischio concreto di nuovi rialzi dei prezzi compresi tra il +15% e il + 30% per una moltitudine di prodotti di largo consumo: dalla pasta ai dolci passando per pane, crackers e biscotti.

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3) Parmigiano Reggiano torna a Identità Golose: Parmigiano Reggiano torna sotto la lente dell’alta ristorazione, sabato 23 aprile al congresso “Identità Golose” in occasione di “Identità di formaggio”. Tema dell’edizione 2022, sarà “il futuro è oggi”.

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4) Enea presenta il prototipo per irrigare i campi con le acque reflue depurate: Irrigare e fertilizzare i campi coltivati con le acque reflue depurate, apportando così benefici in termini di maggiore disponibilità idrica, apporto di nutrienti, riduzione dei concimi chimici, sostenibilità ambientale e qualità della filiera depurativa. È l’obiettivo del prototipo tecnologicamente avanzato sviluppato da Enea e Università di Bologna in collaborazione con Gruppo Hera e Irritec. L’innovazione, rientra nell’ambito del progetto Value CE-IN (valiu cein), finanziato dalla Regione Emilia-Romagna e dal Fondo Sviluppo e Coesione. Il prototipo dimostrativo è stato realizzato presso l’impianto di depurazione del Gruppo Hera a Cesena ed è stato testato su un campo sperimentale con 120 colture di cui 66 piante di pesco e 54 di pomodoro da industria. I risultati ottenuti nell’ambito del progetto, coordinato dall’Enea, potrebbero supportare l’applicazione dello schema prototipale a tutti gli impianti di depurazione e la diffusione di pratiche di riuso a vantaggio di tutti gli stakeholder di filiera, con l’obiettivo di garantire una fonte idrica non convenzionale e sicura e fornire al contempo un apporto di elementi nutrienti alle colture, in linea con i nuovi indirizzi comunitari in vigore dal 2023. Secondo studi recenti, nel nostro Paese – spiega l’Enea – i prelievi pro capite di acqua dolce per uso agricolo rappresentano circa il 50% del fabbisogno idrico totale. Inoltre, i sempre più frequenti fenomeni di carenza idrica dovuti ai cambiamenti climatici pongono a serio rischio oltre un terzo della produzione agricola nazionale, con danni alla quantità ed alla qualità dei raccolti, stimabili mediamente nell’ordine di un miliardo di euro all’anno.

 

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