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Ben 18 frustate negli ultimi 15 secondi di gara. E così il vincitore del Palio, Giovanni Atzeni – detto Tittia – balza al centro delle polemiche. Gli animalisti: “Il Palio andrebbe abolito”. 

È polemica sull’ultima edizione del Palio di Siena che si è tenuta sabato scorso e ha visto la vittoria al fotofinish del fantino Giovanni Atzeni (detto Tittia) in groppa al cavallo esordiente Zio Frac.

La polemica riguarda gli ultimi 15 secondi che hanno portato alla vittoria della coppia. Quindici secondi in cui Atzeni ha dato ben 18 frustate al cavallo, un castrone baio di sette anni, con l’obiettivo di farlo andare più veloce.

Un gesto che non è passato inosservato agli animalisti e a chi ha a cuore i diritti dei cavalli utilizzati nelle gare come queste.

Palio di Siena, polemiche sui diritti dei cavalli

Il Palio di Siena, che è tornato dopo due anni di stop dovuto alla pandemia, è ormai da tempo al centro delle critiche degli animalisti per quella che loro considerano una scarsa attenzione nei confronti dei diritti degli animali.

In effetti, dal 1970 al 2015 sono morti ben 50 cavalli nelle gare o nelle prove del Palio di Siena. E tantissimi altri sono rimasti feriti.

Quest’anno, poi, le polemiche tra animalisti e appassionati era cominciata già dalla vigilia. Con la decisione di escludere due cavalli – Istrice e Civetta – a causa di due infortuni (secondo gli animalisti, tali da compromettere la vita stessa degli animali qualora avessero gareggiato. Secondo gli appassionati, invece, si trattava di infortuni assai lievi).

“Il Comune ha un’urgenza che riguarda tutta la comunità che è la salvaguardia e la tutela dei cavalli”, aveva detto il sindaco Luigi De Mossi.

“Se vogliamo riuscire a gestire il Palio per i secoli futuri dobbiamo sempre tenere conto delle mutate sensibilità sociali, di ciò che dall’oggi al domani può cambiare nell’ottica di un rispetto che noi abbiamo sempre avuto nei confronti dei cavalli. Non saremmo qui oggi se non ci erano stati una lunga teoria e una lunga tradizione che hanno comportato un sempre migliore trattamento dei cavalli, un sempre maggiore rispetto degli animali. Il dovere del Comune prevale sulla passione delle singole contrade con grande rispetto delle contrade medesime”, erano state le parole del sindaco De Mossi commentando la decisione di ritirare i due cavalli infortunati.

Oipa: Manifestazione pericolosa, andrebbe abolita

Una posizione, quella del sindaco di Siena, che non ha convinto l’Oipa, l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali.

“Abbiamo letto dichiarazioni paradossali del sindaco di Siena, Luigi De Mossi, che ha affermato di aver fatto ritirare i due cavalli infortunati per la salvaguardia e la tutela degli equini, a suo avviso tema centrale”, ha spiegato il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. 

“Se così fosse, dovrebbe abolire la competizione, che ha visto negli anni decine di cavalli morti e infortunati. Ricordiamo da ultimo Raol, il cavallo abbattuto nel 2018 dopo essersi rotto una zampa, diventato il simbolo delle vittime del Palio di Siena. Questi tornei sono competizioni anacronistiche spesso fatali per gli animali. Per questo motivo, da sempre, ne auspichiamo l’abolizione. La tradizione non vale la vita di un essere senziente”, ha concluso.

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