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PADOAN, LE BANCHE E LA CONSIGLIERA CORROTTA. LANNUTTI “VIA I SEGRETI DI STATO”

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Roma. Si vendeva i segreti fiscali (e non solo!) del Governo e del ministro Padoan. Si profila un altro scandalo che al momento vede il ministero dell’Economia, e il Governo italiano, parte lesa.

Dal 2013 al gennaio 2015 tutte le trascrizioni di incontri, ma anche informazioni verbali di discussioni, progetti e normative in materia di fisco e di banche e chissà di quante altre cose ancora, che si dibattevano in seno al ministero dell’Economia (e quindi anche delle questioni internazionali e dell’Ue), sono stati rivelati ai rappresentanti della Ernest&Young, colosso della consulenza fiscale.

Chi sarebbe stata la talpa? Secondo la Procura di milano che da tempo ha aperto un fascicolo di indagine sull’istituto fiscale, si tratterebbe di una consulente arrivata al ministero con il governo di Mario Monti e poi diventata consigliere fiscale con Saccomanni e quindi di Pier Carlo Padoan e da questo promossa. nel giugno 2015 nel pool dei 5 consiglieri di amministrazione di Equitalia.

Lo rivela oggi, con grane risalto, il Corriere della Sera, affermando la Susanna Masi, consigliere economico del Ministero, avrebbe percepito “almeno 220 mila euro” per rivelare queste notizie riservate.

Secondo i sostituti milanesi Giovanni Polizzi e Paolo Filippini, il rappresentante italiano delle Ernst&Young Marco Ragusa si sarebbe adoperato per corrompere la Masi, alla quale viene contestato oltre che il reato “di rivelazione di segreti di ufficio” anche di aver fornito “false attestazioni sulle qualità personali” e di non aver comunicato per tempo il suo evidente conflitto di interessi.

Sempre secondo la Procura la Masi si sarebbe adoperato su due versanti: da una parte informando l’Istituto fiscale dei progetti e delle iniziative del Governo, consentendo alla Ernst&Young di agire per tempo nell’interesse dei  propri clienti, dall’altra facendosi interprete dei desiderata dell’Istituto di consulenza, proponendo iniziative utili all’Istituto nella sua attività.

Insomma, una vera “infiltrata” che lavorava per conto terzi.

Il punto da chiarire adesso è su che basi la Masi sia approdata al Ministero perché Mario Monti le abbia offerto un ruolo del genere e che cosa abbia effettivamente rivelato.

Uno scandalo non da poco, in un ministero da anni nel ciclone delle polemiche e dei sospetti.

Elio Lannutti, pres. Adusbef, raggiunto dai nostri microfoni ha dichiarato: “Ancora un episodio che vede coinvolto il Ministero dell’Economia.  Ci sono tanti segreti dentro quel ministero, segreti che riguardano i derivati di stato, 160 mld di euro, sui quali è stato posto addirittura il segreto di Stato. Quei derivati voluti da Mario Draghi, attuale presidente della Banca Centrale europea, quando era direttore generale del Tesoro.  160mld che ci sono costati negli ultimi 4 anni 24mld di euro. Quei segreti all’interno di quel Ministero, i segreti di Maria Cannata, di Monorchio, ex ragioniere generale dello Stato assoldato da Zonin. I segreti di una morte misteriosa, un dirigente che dopo la pausa pranzo è stato trovato impiccato con la sua cravatta al termosifone. Questi segreti devono essere  divulgati, altro che segreto di Stato. È prevalente l’interesse pubblico, non quello delle cricche, delle porte girevoli di ministri o direttori generali . Bisogna fare trasparenza se si vuole un Paese normale”

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