Pac, il Parlamento europeo approva la riforma. Si tratta del frutto di larghi compromessi che rischia di scontentare i più, come ribadito anche dall’eurodeputata dei Verdi, Eleonora Evi.

La commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha approvato la riforma della Politica agricola comune. Si tratta del frutto di larghi compromessi non solo tra le varie forze politiche, ma anche tra enti istituzionali come Europarlamento, Commissione europea e Consiglio europeo.

Pac, raggiunto in extremis un accordo che lascia scontenti gli ambientalisti

L’accordo tra i vari organi politici europei era arrivato a giugno, ma ora c’è anche l’ok della commissione Ambiente. Il via libera definitivo dovrebbe arrivare in plenaria durante la seduta di novembre, con l’approvazione, da parte della Commissione europea, dei piani strategici nazionali, nel primo semestre del 2022.

L’entrata in vigore della riforma della Pac è prevista invece per il 1 gennaio 2023, ma l’accordo raggiunto in commissione Agricoltura è frutto di compromessi troppo larghi. E in molti potrebbero esserne scontenti. I più agguerriti sono senza dubbio i Verdi, con l’eurodeputata Eleonora Evi che attacca: “È stato approvato in sordina un accordo scellerato sulla Pac dal 2022 in poi. La riforma regala un terzo del bilancio Ue in sussidi alle grandi aziende dell’agricoltura industriale, lasciando le briciole ai piccoli agricoltori e alle aziende che cercano di praticare un’agricoltura sostenibile e virtuosa“.

 

L’onorevole Evi poi aggiunge: “L’accordo, al netto dei vuoti proclami ambientali, non è altro che ‘business as usual’: i grandi colossi continueranno a ricevere miliardi di soldi pubblici, senza dover cambiare le proprie pratiche agricole, mentre i più piccoli continueranno a scomparire“.

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