overshoot day italia

Per l’Italia  IL 15 maggio è scattato l’overshoot day, cioè il giorno in cui sono terminate le risorse naturali a disposizione per l’anno in corso. Da domani si va “in debito”

Se l’Italia dovesse consumare solo le risorse naturali prodotte durante l’anno, a partire da oggi non avremmo più cibo da mangiare, legno per la produzione e addirittura aria da respirare. 

Una forzatura? Mica tanto. Perché per garantire lo stile di vita che abbiamo in Italia, il nostro Paese avrebbe bisogno di 2,7 Terre. Cioè, 2,7 volte la quantità di beni e servizi naturali prodotti dal nostro Pianeta.

È quanto emerge dalla tabella del Global Footprint Network, l’organizzazione di ricerca internazionale che misura l‘impronta ecologica di tutti i Paesi e calcola per ognuno di essi l’overshoot day, cioè il giorno in cui la domanda di risorse naturali eccede la loro capacità di rigenerarsi.

L’overshoot day nel mondo 

Quest’anno l’Italia è arrivata all’overshoot day un paio di giorni più tardi rispetto agli anni precedenti. Sintomo del fatto che il nostro stile di vita sta diventando leggermente più eco-sostenibile che in passato.

Non abbastanza, però. Per capirlo basta pensare che non siamo neanche a metà dell’anno in corso e l’Italia ha già terminato la quantità di beni e servizi naturali offerti dal Pianeta che le spetta in proporzione alla popolazione.

C’è da dire che va allo stesso modo quasi in tutto il mondo occidentale. Maggio, infatti, è il mese con il maggior numero di Paesi in “overshoot day”, per cui vanno in debito con la Terra sull’anno successivo: ben 28 nazioni.

Ciò significa che la Terra dovrebbe produrre assai di più di quello che fa per garantire lo stesso stile di vita e il livello produttivo di questi Paesi. Ma è chiaro che la Terra fa ciò che deve. Quindi sono gli esseri umani a doversi adeguare a essa.

Per ora, però, le cose stanno andando diversamente. Ecco i dati: l’Italia, come detto, avrebbe bisogno di 2,7 Terre. Meglio delle 5,1 degli Stati Uniti, delle 4,5 dell’Australia e delle 3,4 della Russia.

Ma non c’è nulla di cui essere fieri. Perché se si considera solo la quantità di beni e servizi naturali prodotta nel nostro Paese, l’Italia avrebbe bisogno di 5,3 Italie per soddisfare la domanda di natura dei propri residenti.

Nella classifica mondiale siamo solo secondi. Prima di noi c’è il Giappone (che consuma ciò che sarebbe prodotto da 7,9 Giapponi).

Cos’è l’overshoot day

Ma cos’è esattamente l’overshoot day? Si tratta del giorno in cui gli esseri umani (o gli abitanti di uno stato, qualora si calcoli a livello nazionale e non globale) terminano, in proporzione, le risorse rinnovabili che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco di 365 giorni. Chiaramente, solo sulla carta.

L’overshoot day si può calcolare a livello nazionale (e oggi cade quello per l’Italia) e a livello globale.

Il calcolo dell’overshoot day globale è diventato particolarmente importante perché dopo millenni in cui gli esseri umani – come tutti gli altri esseri viventi presenti sul Pianeta – hanno consumato solo ciò che la Terra era in grado di produrre per il loro sostentamento, a un certo punto hanno cominciato ad andare “in debito”.

Quando è successo? A partire dagli anni Settanta, quando l’umanità ha iniziato a consumare più di quanto la Terra producesse. In che modo? Sfruttando la Terra oltre le sue capacità per produrre più di quanto possa fare. Con conseguenze assai pericolose sul medio periodo. Un esempio su tutti? La deforestazione.

Per farsi un’idea: nel 1975 l’overshoot day globale era il 28 novembre. Lo scorso anno era il 29 luglio.

Per scoprire Earth overshoot day 2022 bisognerà attendere il 5 giugno prossimo, cioè la Giornata mondiale dell’Ambiente, quando sarà reso noto al mondo il momento esatto in cui l’umanità sarà in debito con il Pianeta.

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