Oscar 2019, vince la storia antirazzismo di Green Book. Malek miglior attore

Oscar. Green Book di Peter Farrely vince l’Oscar per il miglior film.

Inizialmente non fra favoriti, ma questa sstoria di amicizia fra un afroamericano e un italoamericano in qualche
modo era in linea con il mood della serata, con discorsi tutti all’insegna dell’amicizia e della fratellanza, inclusione razziale e diversita’.

Il film ha vinto anche l’Oscar per il miglior attore non protagonista Mahershala Ali. Il film, in sala dal 31 gennaio con Eagle Pictures, gia’ vincitore tra l’altro del premio del pubblico a Toronto e passato alla Festa del cinema di Roma 2018, sta avendo un buon successo al botteghino italiano (oltre 4 milioni di euro).

E’ la storia vera dell’amicizia, durata tutta la vita, nata nel 1962 fra un virtuoso afroamericano del pianoforte, Don Shirley (Ali) e il buttafuori italo americano Tony Vallelonga (Viggo Mortensen), ingaggiato dal musicista per fargli da autista e ‘risolviguai’ durante un tour negli Stati Usa del sud, dove il razzismo era ancora profondamente radicato.

Nello schema narrativo e’ un ‘buddy movie’ che vede cioe’ due personaggi, apparentemente lontanissimi tra loro, che, messi insieme, impareranno a superare le reciproche differenze scoprendosi alla fine amici.

“Green Book non ti dice cosa devi pensare, ascoltare o vedere – ha detto Viggo Mortensen, capace di interpretare la lingua
ibrida parlata dagli italoamericani come Vallelonga -.

Secondo me e’ un invito a fare un viaggio, a ridere, a piangere e se vuoi forse a riflettere sui limiti delle prime impressioni.
Non e’ una lezione forzata, e’ una bella storia condivisa del passato che puo’ aiutarci a capire il presente”.

L’attore newyorchese di origini danesi pensa che “queste storie ti permettano di conoscere un po’ di piu’ chi e’ diverso da te. Sono molto importanti in questo momento – sottolinea – perche’ si vede in giro tantissima misoginia e ignoranza, ad esempio su temi come la crisi dei migranti o la religione”.

Green Book e’ basato sulla sceneggiatura scritta dall’attore Nick Vallelonga (figlio di Tony, morto nel 2013, come Shirley) con Brian Currie e il regista Peter Farrelly, uno dei re della commedia Usa in coppia con il fratello Bobby, qui al primo film da solo e alle prese con un genere diverso, la dramedy.

Tony Vallelonga, detto Tony Lip, padre dei famiglia del Bronx, molto innamorato della pazientissima moglie Dolores (Linda Cardellini) si mantiene con lavoretti e scommesse.

Risoluto e affabulatore, quando il club dove lavora viene momentaneamente chiuso, accetta di lavorare per Don Shirley, raffinato e riservato pianista che vive in un lussuoso
appartamento al primo piano della Carnegie Hall. Il musicista ha bisogno di un uomo come Tony per risolvere eventuali problemi legati al doversi spostare in stati fortemente razzisti e infatti gli ostacoli e le situazioni rischiose non mancheranno.

Tra i due uomini, pero’ nei lunghi spostamenti in macchina, nasce una reciproca comprensione e voglia di conoscenza.

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