MILANO, SEQUESTRATI ALL’ORTOMERCATO 5 MILIONI DI SACCHETTI DI PLASTICA FUORILEGGE

Ortomercato Milano. È di oltre 5 milioni di sacchetti di plastica fuorilegge il “bottino” del maxi sequestro dell’Unità antiabusivismo della Polizia locale, coordinata dal comandante Marco Ciacci, nell’area dell’Ortomercato di via Lombroso.

I controlli degli agenti hanno interessato in particolare due attività commerciali di vendita al dettaglio e all’ingrosso di materie plastiche ed i loro relativi magazzini.

Sui banchi di vendita e nei depositi sono stati trovati 5 milioni e 100 mila sacchetti e borse in plastica privi dell’etichettatura prevista per legge: quegli elementi identificativi del produttore, delle informazioni per il consumatore relative alle modalità di raccolta, recupero e riutilizzabilità e corretto smaltimento della plastica. Assenti anche i requisiti di biodegradabilità e compostabilità.

Ma oltre al sequestro, per i titolari delle attività sono scattate multe per 30 mila euro.

Quello dell’Ortomercato di Via Lombroso, è solo l’ultimo dei 503 controlli effettuati dagli agenti della Polizia Locale di Milano nei primi sette mesi dell’anno nei mercati della capoluogo lombardo.

Fino ad oggi, sono sono state emesse 3.321 sanzioni per sosta irregolare, 442 multe ad operatori abusivi e rimosse 1.035 auto in sosta vietata nelle aree destinate ai mercati.

Gli interventi di controllo, hanno portato anche a 540 sequestri amministrativi di merce venduta senza licenza ed a 33 sequestri penali per merce contraffatta.

Ma non è tutto, sono 154 le sanzioni che hanno riguardato l’occupazione spazio oltre a quello utilizzato e 88 le contravvenzioni per il mancato rispetto del regolamento comunale dei rifiuti.

“La funzione sociale dei mercati rionali nei quartieri è fondamentale” – commenta la vicesindaco Anna Scavuzzo , per la quale “per garantire il corretto svolgersi delle attività e per reprimere e prevenire l’abusivismo commerciale e la contraffazione sono diversi i nuclei della Polizia Locale impegnati ogni giorno. Come sempre invitiamo i cittadini a non comprare merce ‘falsa’ perché oltre a danneggiare i commercianti onesti, alimentano il lavoro nero e lo sfruttamento che nella maggior parte dei casi sono alla base di queste produzioni”.

 

 

 

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