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Orso M49, scatta il via libera all’abbattimento dell’animale AGGIORNAMENTI

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La Consulta ha dichiarato legittima la legge sulla cattura e l’eventuale abbattimento dell’animale più ricercato d’Italia che sta tenendo impegnato il Trentino da settimane e che lunedì sera era riuscito a fuggire, a sud di Trento, dal recinto elettrificato in cui era stato rinchiuso domenica scorsa.

Secondo i giudici le normative presentate da Trento e Bolzano non sono di fatto incostituzionali proprio perché le competenze su queste materie rientrano nell’ambito legislativo delle Province autonome. Pertanto la Corte costituzionale, riunita in camera di consiglio sui due ricorsi del presidente del Consiglio dei ministri nei confronti delle province autonome, autorizza di fatto il presidente della Provincia “ad adottare provvedimenti riguardanti il prelievo, la cattura e l’eventuale uccisione degli orsi e dei lupi, quando ricorrano le condizioni previste dalla normativa di derivazione europea in materia di conservazione degli habitat naturali”.

Questo potere – fa presente la Consulta – è diretto a prevenire danni gravi alle colture, all’allevamento e a garantire la sicurezza pubblica, quando non esista altra soluzione valida, ed è subordinato al parere preventivo dell’Ispra.

Dopo un lungo braccio di ferro, che ha scatenato diverse polemiche con la mobilitazione dei movimenti ambientalisti, scatta il via libera all’abbattimento dell’animale che adesso è privo del radiocollare: gli era stato tolto dopo essere stato catturato sulle montagne di San valentino, nel territorio di Ponte di Rendena, vicino Tione. Ora che si è dato alla fuga, però, ‘scappando’ dal recinto del Centro Casteller, appare più complessa la sua individuazione.

Sulle sue tracce il servizio della Provincia e il corpo forestale insieme anche a unità cinofile. M49 sarebbe stato avvistato sui monti Marzola ma non ci sono conferme. Di certo la sentenza della Corte ha scatenato una nuova bagarre politica. “Ho dato ordine ai forestali, qualora M49 dovesse avvicinarsi alle case abitate, anche di abbatterlo”, aveva spiegato su Facebook il governatore della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, che il primo luglio firmò l’ordinanza di cattura nonostante il parere negativo del ministro all’Ambiente, Sergio Costa, che sempre sui social aveva replicato: “Assurdo e paradossale… si intervenga con la cautela del caso, senza minare la vita dell’animale”.

Martedì l’Alleanza Popolare Ecologista (Ape) ha annunciato di voler denunciare Fugatti “per il grave attentato ad un patrimonio indisponibile dello Stato”.

Contro l’abbattimento si schiera anche il M5S con la senatrice Barbara Floridia che invita Fugatti ad “attenersi ai protocolli” e “ad agire con razionalità”. Scende in campo l’Enpa pronto a precisare che la sentenza della Corte “non è una licenza di uccidere” ma ha ribadito il dovere costituzionale di applicare in via obbligatoria e preventiva i metodi ecologici”.

Lac, Lipu e Wwf lunedì hanno denunciato in una nota incompetenza e strumentalizzazione sulla fuga dell’orso: “Un recinto elettrificato solido e con potenza adeguata è una barriera insormontabile anche per gli orsi più scaltri: evidentemente la struttura non era funzionante a dovere, dato che gli orsi non volano”.

 

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