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Spray anti-orso, Trento verso la trattativa con il Governo

Spray anti-orso, Trento verso la trattativa con il Governo

Spray anti-orso, il consiglio provinciale di Trento approva all’unanimità la proposta per legalizzare le bombolette contro le aggressioni dei plantigradi.

Gli orsi continuano a far discutere. Dopo l’uccisione di Andrea Papi e il caso dell’orsa JJ4, scagionata da una perizia veterinaria forense di pochi giorni fa, in Trentino continua il dibattito sui plantigradi e sulle possibili soluzioni per gestire il fenomeno dei grandi carnivori. Secondo Trento sono troppi rispetto a quanto ci si aspettava dal Progetto “Life Ursus”.

Passa quindi la proposta per la legalizzazione di uno spray contro gli orsi, avanzata dall’esponente di maggioranza e cacciatrice Vanessa Masè durante il Consiglio provinciale di Trento. La proposta, approvata all’unanimità, impegna la Giunta a portare avanti la trattativa col Governo affinché si trovi un modo per autorizzare l’utilizzo dello spray anti-orso da parte di chi frequenta i boschi.

Spray anti-orso, secondo la normativa nazionale è un’arma

Lo spray antiorso che Trento chiede a gran voce è una bomboletta da mezzo litro a lunga gittata, in grado di arrivare almeno a una dozzina di metri. Diverse quindi, da quelle che sono attualmente permesse in Italia a scopo di autodifesa secondo la normativa vigente, ovvero bombolette al peperoncino con una miscela massima di 20 millilitri e una gittata non superiore a tre metri.

Orsi in Trentino, Lav: “Prevenire azioni fai da te”

In questo contesto, alla Lav non è passata inosservata la dichiarazione del consigliere provinciale trentino Ivano Job del Gruppo Misto “Se non ci saranno provvedimenti contro gli orsi ci saranno brutte situazioni sul territorio perché chi lo abita qualche volta supera anche le regole e lo deve fare per il diritto stesso di chi abita la montagna”, lasciando immaginare la possibilità di azioni “fai da te”.

L’associazione animalista ha inviato la dichiarazione al Comando provinciale dell’Arma chiedendo “La verifica di eventuali responsabilità alla luce di tale dichiarazione nonchè l’aumento del monitoraggio del territorio al fine di prevenire violazioni dell’articolo 544 bis del Codice penale (Uccisione di animali ndr)”.