Territorio

50 orsi marsicani ‘invadono’ pacificamente Piazza Montecitorio

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Orsi. Cinquanta orsetti marsicani di cartapesta hanno ‘invaso’ pacificamente Piazza Montecitorio per richiamare l’attenzione sulla loro condizione.

Cinquanta orsetti, un numero che non è stato scelto a caso. Tanti sono infatti, gli esemplari di orsi marsicani rimasti.

L’orso bruno marsicano, simbolo della Natura d’Italia, è una sottospecie di orso bruno unica al mondo, ma anche la più minacciata: oggi è presente solo con un nucleo relitto e isolato nel Parco D’Abruzzo, Lazio e Molise e nelle aree montane adiacenti dell’Appennino centrale.

Bracconaggio, incidenti stradali, malattie portate dal bestiame domestico e frammentazione dell’habitat sono le cause principali della rarefazione di questo mammifero, che fino a pochi decenni fa viveva con numeri decisamente più elevati sulle montagne dell’Appennino centrale.

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Negli ultimi 25 anni sono stati rinvenuti morti 43 orsi, di cui:

  • il 40% per bracconaggio diretto (avvelenamento, arma da fuoco e lacci),
  • il 25% per cause accidentali legate all’uomo (investimenti stradali e ferroviari e annegamento in vasche artificiali)
  • il 14% per patologie (spesso trasmesse dal bestiame non controllato al pascolo e da cani vaganti)
  • il 5% per aggressione diretta di cani

È quindi evidente come l’85% dei casi di mortalità nella popolazione di orso negli ultimi decenni siano responsabilità diretta o indiretta dell’uomo.

Con i 50 orsetti di cartapesta è stato lanciato il progetto “2×50”, che ha l’ambizioso obiettivo di raddoppiare il numero di orsi marsicani entro il 2050 ed è stato lanciato dal WWF insieme a tutti gli attori presenti sul territorio abitato da questa sottospecie, fra cui comuni, regioni, Aree Protette, enti scientifici e associazioni.

LE RICHIESTE IN SINTESI

  • Governo e Parlamento: legge speciale di rete ecologica per l’orso, con 6 milioni di euro in 3 anni
  • Ministero dell’Ambiente: fondi e progetti di sistema per l’orso marsicano
  • Parchi Nazionali: aree contigue e regolamentazione
  • PATOM: progetti coordinati di prevenzione e ricerca
  • Regioni: aree contigue e fondi prevenzione (Lazio: Parco Ernici-Simbruini; Abruzzo: Rete di Monitoraggio)
  • Comuni e ASL: regolamenti e controllo randagismo

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SCHEDA COSA CHIEDE IL WWF SULL’ORSO MARSICANO

  • A Governo e Parlamento una “Legge speciale” per la tutela dell’Orso marsicano che, partendo dalle aree protette nazionali e regionali, delle riserve dello Stato, dai siti della Rete Natura 2000 e dai corridoi ecologici individuati, costituisca la Rete ecologica Italiana nell’Appennino Centrale a tutela dell’Orso marsicano e del suo areale potenziale con un programma di deframmentazione degli habitat, creazione di corridoi ecologici adeguati, messa in sicurezza dei tratti stradali e ferroviari più sensibili per l’espansione dell’orso, contrasto al bracconaggio, messa in sicurezza di strutture a rischio, revisione delle zonizzazioni previste dai Piani di gestione e delle misure di conservazione dei siti Natura 2000, norme di attuazione e regolamenti omogenei, da finanziare con 6 milioni di euro in 3 anni in coerenza con le azioni concrete per la tutela della biodiversità, richiamata tra le priorità del Green New Deal del Governo.
  • Al Ministero dell’Ambiente di incrementare e garantire nel tempo, nell’ambito del Capitolo 1551 del Bilancio di previsione del Ministero, i fondi destinati all’orso, come obiettivo prioritario dei Progetti di sistema per la biodiversità dei Parchi Nazionali indicati nella Direttiva annuale di indirizzo ai Parchi Nazionali della DG Protezione Natura e Mare
  • Ai Parchi Nazionali di istituire o completare l’istituzione delle Aree Contigue previste dall’art. 32 della Legge quadro n. 394/1991 dei Parchi Nazionali d’Abruzzo, Lazio e Molise, del Gran Sasso e Monti della Laga, della Majella e dei Monti Sibillini, d’intesa con le Regioni interessate, per contribuire alla creazione della Rete ecologica Italiana nell’Appennino Centrale a tutela dell’Orso, con le relative misure di disciplina della caccia, della pesca, delle attività estrattive, forestali e altre misure per la tutela dell’ambiente funzionali alla conservazione della specie.
  • Nell’ambito del PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano) promuovere progetti LIFE a scala di popolazione e inserire nella programmazione nazionale dei fondi comunitari (PAC e Fondi strutturali e di coesione) per misure specifiche per la tutela della specie, in particolare per finanziare capillari misure di prevenzione dei danni ad apiari e allevamenti, anche al di fuori delle aree protette, nonché fondi adeguati per attività di censimento, ricerca e monitoraggio, piani di sorveglianza sanitaria e strategie di comunicazione concertate;
  • Alle Regioni di favorire le intese con i Parchi Nazionali per l’istituzione delle Aree Contigue e garantire risorse adeguate per la prevenzione dei danni e la messa in sicurezza delle infrastrutture a rischio, rinunciando a nuovi progetti impattanti nell’areale dell’orso, nonché l’adozione di Piani Forestali di Indirizzo Territoriali rispettosi della specie. Istituire al più presto nel Lazio il Parco regionale dei Monti Ernici-Simbruini, estendendo il territorio dell’attuale Parco regionale dei Monti Simbruini, per tutelare una zona essenziale per l’espansione dell’orso marsicano. Completare in Abruzzo, con il supporto di adeguato personale regionale, la Rete di Monitoraggio Orso.
  • Ai Comuni che ricadono all’interno dell’areale potenziale dell’orso marsicano di emanare opportuni regolamenti per mettere in sicurezza le risorse trofiche (pollai, rifiuti, carotai) localizzate all’interno dei paesi, allo scopo di ridurre gli episodi di “orsi confidenti”, e garantire il controllo del randagismo canino in raccordo con le ASL.

 

 

 

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