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Orsi, il Trentino pronto a votare la legge per l’abbattimento

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Ieri la protesta di Centopercentoanimalisti al Casteller, domani la controversa votazione a Trento. 

Prima le proteste di un gruppo di animalisti, due giorni dopo il voto per l’approvazione definitiva della cosiddetta “legge ammazza-orsi” a Trento. In mezzo, la Giornata mondiale della fauna selvatica. Tre eventi molto diversi tra loro in tre diversi giorni, ma accomunati da un unico comun denominatore: la gestione degli animali selvatici e, in particolare, degli orsi in Trentino.

Nella giornata di lunedì 4 marzo, a Trento, nel Palazzo della Regione (sede della Provincia autonoma), è attesa l’approvazione definitiva della legge che consentirà l’abbattimento di otto orsi all’anno. Una legge voluta da Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, e dal suo assessore all’artigianato, commercio, turismo, foreste, caccia e pesca, Roberto Failoni. Proprio davanti alla sede della Provincia autonoma di Trento, i militanti di StopCasteller hanno annunciato un sit-in di protesta.

Il Ministero dell’Ambiente, sul caso della gestione degli orsi, aveva raccomandato al Trentino di avviare una missione esplorativa per ottenere il trasferimento dei plantigradi in alcuni Paesi est-europei e scongiurare così l’abbattimento. La missone, però, non è andata a buon fine. “Questo ci porta con i piedi per terra, all’abbattimento non ci sono alternative, lo spostamento in altri Paesi ora non è più un’opzione percorribile” – aveva spiegato Fugatti – “In Slovenia, Croazia, Romania e Slovacchia eliminano gli orsi in sovrannumero concedendo permessi di caccia e accelerando procedure eccezionali per gli esemplari pericolosi. Proprio su questo va aperto un dibattito a livello nazionale“.

Nella giornata di sabato 2 marzo, invece, davanti al Casteller era andata in scena la protesta di cinque attivisti di Centopercentoanimalisti. Il gruppetto si era incatenato al cancello di ingresso del centro di recupero per la fauna alpina di Trento, dove sono ospitati due orsi catturati nei boschi e considerati pericolosi. Una di loro è JJ4 (o Gaia), l’orsa che sarebbe responsabile della morte del runner Andrea Papi, avvenuta il 5 aprile 2023. Proprio su JJ4 pende l’ordinanza di abbattimento firmata da Fugatti e sospesa dal Tar, in attesa della decisione della Corte di Giustizia europea.

Gli attivisti si erano incatenati al cancello, decisi a restare a lungo. “Non ci togliamo le catena finché non ci assicuriamo che gli orsi stanno bene. Fateci vedere almeno una fotografia“, la richiesta di Centopercentoanimalisti. Alla fine, dopo oltre quattro ore, polizia e Corpo forestale sono riusciti a rompere le catene, senza tuttavia dare agli animalisti le risposte che cercavano.

In attesa della controversa votazione di domani, l’Oipa non le manda a dire a Maurizio Fugatti. “Ormai abbiamo capito che la gestione della biodiversità non è il suo forte, ora prova anche a scaricare le sue responsabilità. Siamo sollevati dal no dei Paesi dell’Est, visto che in alcuni di questi l’orso è cacciabile, ma appare chiaro cosa vorrebbe il presidente trentino: declassare la protezione dell’orso per consentirne la caccia” – spiega l’associazione animalista – “Chiediamo in primis la visione degli atti sull’esplorazione diplomatica voluta dal MaSe e finita con un nulla di fatto, ma ci opporremo in tutte le sedi affinché non venga declassata la protezione dell’orso, confidando anzitutto nel buonsenso dell’Ue e della politica nazionale“.