Animali

Orsa liberata dopo 20 anni pensa di essere ancora rinchiusa in gabbia VIDEO

Condividi

L’orsa Ina, vissuta in cattività per 20 anni in uno zoo della città rumena di Piatra Neamt, è stata liberata ma la privazione della libertà si è insinuata nella sua mente e lei continua a credere di essere rinchiusa in una gabbia.

Un animale costretto per molto tempo a vivere dentro ad una piccola gabbia viene leso da quella privazione che si insinua nella sua mente facendogli credere di essere ancora in prigionia in modo irrimediabile anche una volta liberato. Questo è quanto dimostrato dalla storia dell’Orsa Ina che per 20 anni è vissuta in cattività in una gabbia di uno zoo della città rumena di Piatra Neamț

Verona, strage di animali. Un agricoltore sparge mais avvelenato: “Ero esasperato”

Quando la porta della gabbia è stata aperta, l’animale è stato trasferito nel Santuario degli Orsi a Zărnești, un luogo dove finalmente poter sfruttare la ritrovata libertà. Tuttavia Ina non riesce a dimenticare il suo passato: in un video la si vede girare in tondo, in un cerchio immaginario nonostante si trovi nella foresta. Si tratta di un comportamento da stress, già attuato durante la prigionia.

Germania, dal 2022 divieto di abbattimento dei pulcini maschi

“Questa è l’immagine del trauma che a volte non si rimargina e non si dimentica mai”, affermano i rappresentanti dell’Associazione Millions of Friends, che dopo diverse segnalazione, con il supporto della Guardia Ambientale Nazionale, sono riusciti a portare l’orsa nel santuario di Zărnești. Allo zoo di Piatra Neamț, Ina viveva con sua sorella Anca in un unico recinto, che aveva una sola tana e un unico appezzamento di terreno. Ora che potrebbe muoversi libera all’aperto, Ina dovrà combattere le più resistenti sbarre costruite dalla sua stessa mente.

Di Sara Fracassi

(Visited 125 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago