Ophelia. L’Irlanda inizia a rialzarsi dopo la furia dell’uragano, che ha provocato 3 vittime e lasciato oltre 350 mila case e aziende senza elettricità. Si attendono per mercoledì gli aiuti dal Regno Unito per riattivare l’elettricità in Irlanda. La tempesta si è spostata anche in Gran Bretagna, con venti e piogge sulla Scozia sud-occidentale, il Galles e la zona nord dell’Inghilterra.

In Scozia e sulla costa meridionale dell’Inghilterra resta l’allerta alluvione per previste inondazioni. Il centro statunitense per gli uragani ha previsto che Ophelia possa portare dai 50 ai 70 millimetri di pioggia sull’Irlanda occidentale e in Scozia, con alluvioni e onde “alte e distruttive”.

Il bilancio delle vittime irlandesi parla di due uomini e una donna, nelle zone di Louth, Tipperary e Waterforde. Una donna di 58 anni e un uomo sono deceduti in due zone diverse, entrambi schiacciati nella loro auto da un albero sradicato. Un altro è rimasto ucciso da una motosega, nel tentativo di togliere un albero caduto con la tempesta, a Cahir. Danni anche per i trasporti, con la cancellazione di 130 voli da Dublino nella giornata di lunedì. Anche martedì scuole chiuse, voli cancellati e invito a non uscire.

Sono almeno 39 i morti in Portogallo per gli incendi alimentati dall’uragano. Tra questi, anche un bimbo di appena un mese. Quattro vittime anche in Spagna, soprattutto nella Galizia, regione del nord, al confine con il Portogallo. Bilancio destinato a salire, ancora sette persone mancano all’appello. Almeno 60 persone sarebbero rimaste ferite, mentre 7 mila vigili del fuoco sono in azione per spegnere le fiamme. Ad alimentare i roghi non sono solo i forti venti dell’uragano Ophelia, ma anche le temperature eccessive degli ultimi giorni, oltre i 30 gradi, e la prolungata siccità.

Il Portogallo già a metà giugno aveva dovuto far fronte a un’ondata di incendi che avevano causato 64 morti e oltre 250 feriti.

L’Italia è stato “l’unico paese ad essersi fatto avanti” all’arrivo della tempesta, ha dichiarato il ministero degli Interni di Lisbona, con l’invio di due aerei in soccorso.

Ophelia, una tempesta tropicale nata nell’Atlantico, ha registrato venti la cui forza è aumentata nella giornata di domenica da 113 a 145 km/h, che hanno spinto l’uragano verso nord-est. Il MET Office, ufficio meteorologico britannico, aveva dichiarato nei giorni scorsi l’allerta arancione per l’Irlanda. Un livello inferiore, di allerta giallo, in Gran Bretagna.

Esattamente 30 anni fa un’altra forte perturbazione colpì le coste britanniche causando 22 morti. Nel 1987 la tempesta chiamata “Great Storm” attaccò soprattutto il Regno Unito, provocando 18 vittime e danni ingenti (un miliardo di sterline dell’epoca).

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