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ON LINE LA 3° PUNTATA DELL’INCHIESTA DI FANPAGE E DE LUCA QUERELA DI MAIO

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On line la terza puntata dell’inchiesta sui rifiuti di Fanpage.it e De Luca Querela Di Maio. È on line la terza puntata dell’inchiesta “Bloody Money” su rifiuti, appalti e politica di Fanpage.it.

Un vero e proprio terremoto per la politica, non solo quella campana.

Al centro della “storia”:

– un ex boss della Camorra, Nunzio Perrella, che dopo aver gestito per anni ha gestito il traffico dei rifiuti in tutta Italia, ha scontato 21 anni agli arresti domiciliari.

– il figlio dell’attuale Governatore della Regione Campania ed (ormai) ex assessore al bilancio del comune di Salerno, Roberto De Luca

Sma, l’azienda della Regione Campania che si occupa di bonifiche e smaltimento rifiuti

Luciano Passariello,  consigliere regionale e candidato alla Camera per Fratelli d’Italia.

istituzioni che potrebbero non aver reagito a denunce e sollecitazioni con la dovuta prontezza.

 

A raccontare la “storia”, è Nunzio Perrella.

Perrella infatti, scontata la sua pena aveva chiesto allo Stato di potersi infiltrare nuovamente nell’ambiente camorristico, ma dopo il rifiuto delle Istituzioni si è rivolto a Fanpage.it per mostrare il sistema delle mazzette ai politici negli appalti per la gestione dell’immondizia.

 

Al centro della prima puntata, gli incontri con i vertici della Sma (la società della Regione Campania che si occupa dello smaltimento di rifiuti) per concordare le quote da versare in cambio dell’affido diretto.

Lorenzo di Domenico, consigliere delegato in quota centrodestra, insieme al braccio destro di Passariello, Agostino Chiatto, illustra (senza sapere delle telecamere nascoste) il ‘tariffario‘ per ungere la macchina amministrativa e aggiudicarsi commesse per lo smaltimento di rifiuti del valore di milioni di euro.

Mazzette che, secondo i calcoli di Fanpage, arriverebbero a sfiorare la somma di duecentomila euro.

 

La seconda puntata, intitolata “Nel nome del figlio”, si concentra sull’incontro tra Roberto De Luca e Perrella che discutono di appalti della Regione e di ecoballe.

L’incontro, da quanto indicato nel filmato, è avvenuto nello studio di De Luca jr.

Nelle telefonate successive e in un incontro con un intermediario, si parla di “percentuali”.

La puntata porta ad un’indagine della Procura di Napoli a cura Roberto De Luca e vengono perquisiti la sua casa e il suo ufficio.

Ma nei guai, finiscono anche Perrella e Fanpage.

Alla magistratura non è piaciuto che la redazione si sia mossa in modo indipendente e mentre indaga per corruzione e finanziamento illecito parla di “dispersione probatoria“.

Tra i 12 indagati: il dirigente della Regione Lucio Varriale; Agostino Chiatto, dipendente della Sma e Passariello, che si stavano mettendo d’accodo per disporre l’affidamento dell’appalto per lo smaltimento di fanghi a una cordata di imprenditori dai quali ricevere soldi anche per finanziare la campagna elettorale di Passariello.

 

Nella terza puntata c’è l’incontro tra l’ex boss Nunzio Perrella; Biagio Iacolare, presidente del Cda di Sma Campania e il suo mediatore Mario “Rory Oliviero”, ex presidente del Consiglio comunale di Ercolano.

Dopo una serie di incontri, Perrella consegna al mediatore una borsa in cui dice di aver messo 50mila euro, ma in realtà all’interno della valigetta c’è spazzatura.

 

In attesa di pubblicazione, restano ancora altre quattro puntate, ma intanto le reazioni del mondo politico non sono tardate ad arrivare.

Il segretario del Pd Matteo Renzi non commenta l’inchiesta che ha portato alle dimissioni di Roberto De Luca, non parlerà fino a che ci sarà di mezzo la Magistratura ma anzi, invita i giornalisti di Fanpage a “dimostrare la vostra innocenza” in quanto indagati.

Il fatto – spiega Renzi – non è giudiziario ma politico: perché è così facile per Nunzio Perrella, ex boss dei rifiuti, farsi ricevere dal figlio del presidente dem della Regione Campania e offrire di smaltire illecitamente tonnellate di monnezza?

A replicare al segretario dem è il deputato e Presidente della Commissione di Vigilanza Rai Roberto Fico: “il segratrio del Pd non difende la libertà di stampa, al contrario mette sullo stesso piano i giornalisti indagati per aver fatto un’inchiesta e i soggetti indagati per corruzione”.

Si alzano invece i toni dello scontro tra il candidato premier del M5S Luigi Di Maio ed il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca.

“Sto guardando il terzo video dell’inchiesta di Fanpage.it. è allucinante. Sembra di vedere “Gomorra”, ma a differenza della serie qui devono vincere i buoni! – scrive Di Maio.

“Ho dato mandato ai miei legali di querelare Luigi Di Maio per le dichiarazioni rilasciate ieri e nei giorni scorsi – scrive De Luca – Invito Di Maio, membro autorevole della casta a 15 mila euro al mese, a rinunciare all’immunità parlamentare. Gli rinnoveremo la richiesta ogni giorno fino alle elezioni”.

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