Due diverse azioni legali vedono protagoniste ong ambientaliste contro la commissione europea rea, a loro dire, di aver inserito impropriamente gas e nucleare nella lista delle fonti energetiche verdi

Diverse Ong hanno deciso di portare la Commissione europea davanti a un giudice per risolvere la questione dell’inserimento nella tassonomia verde dell’Unione di gas e nucleare. Due azioni legali distinte ma parallele che mirano a spingere l’esecutivo Ue a rivedere la definizione di metano e nucleare come fonti di energia ecosostenibili.

La prima delle due azioni legali è quella mossa dal WWF e una serie di altre Ong (ClientEarth, European Policy Office, Transport & Environment e Bund – Friends of the Earth Germany) in cui si chiede alla Commissione di annullare l’atto legislativo che inserisce le due fonti di energia tra quelle da considerare verdi, con l’obiettivo di escludere il gas, un combustibile fossile inquinante e climalterante.

La seconda azione legale, invece, vede protagoniste otto associazioni nazionali Greenpeace tra cui Greenpeace Italia. La richiesta fatta alla commissione europea è la stessa ma in questo caso oltre al gas si chiede la rimozione del nucleare nella lista delle fonti green.

Ora la Commissione guidata da Ursula von der Leyen avrà tempo fino a febbraio 2023 per rispondere alle richieste delle associazioni. Qualora, come c’è da aspettarsi, i commissari Ue dovessero rigettare le richieste degli ambientalisti la parola passerà ai giudici europei. Le associazioni, infatti, potranno rivolgersi alla Corte di giustizia dell’Unione europea che dovrà risolvere la diatriba.

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