Attualità

Giornata Internazionale contro l’omotransfobia, Mattarella: “Violenze a singoli oltraggiano l’intera società”

Condividi

“La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti”. Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella Giornata Internazionale contro l’omotransfobia.  Italia al 35° posto per politiche a tutela dei diritti umani e dell’uguaglianza delle persone LGBT+.

Oggi 17 maggio nel mondo si celebra la 31° Giornata Internazionale contro l’omotransfobia. Il 2021 è l’anno in cui, secondo Ilga Europe (associazione internazionale per i diritti LGBT presente all’ONU), l’Italia scende al 35° posto della classifica dei Paesi Europei per politiche a tutela dei diritti umani e dell’uguaglianza delle persone LGBT+.

“La società viene arricchita dal contributo delle diversità. Disprezzo, esclusione nei confronti di ciò che si ritiene diverso da sé, rappresentano una forma di violenza che genera regressione e può spingere verso fanatismi inaccettabili“. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella Giornata internazionale contro l’omofobia. “La ferita inferta alla singola persona offende la libertà di tutti. E purtroppo non sono pochi gli episodi di violenza, morale e fisica che, colpendo le vittime, oltraggiano l’intera società. Solidarietà, rispetto, inclusione, come ha dimostrato anche l’opera di contrasto alla pandemia, sono vettori potenti di coesione sociale e di sicurezza”.

Anche i dati di Gay Help Line sono allarmanti: rilevano nell’ultimo anno, periodo covid, forti aumenti come i ricatti e le minacce subiti dalle persone LGBT che sono passati dall’11% al 28%. I casi di mobbing e discriminazioni sul lavoro dal 3 al 15%. Inoltre, nell’anno in cui la pandemia ha limitato la socializzazione al web, il 30% degli studenti LGBT+ che ha contattato la Gay Help Line ha detto di aver subito episodi di cyberbullismo e hate speech online. Ancora, circa il 60% degli utenti rientrano nella fascia di età 13-27.

L’incidenza del pregiudizio e della discriminazione ha un peso particolare sui ragazzi: questo perché i problemi iniziano già con il coming out in famiglia.I dati evidenziano che nell’ultimo anno il 50% dei giovani lesbiche, gay o bisex ha avuto problemi in famiglia dopo essersi dichiarato ai genitori. La percentuale sale al 70% se a dichiararsi sono giovani Trans.

Il 36% dei minori lgbt+ ha visto il rifiuto da parte dei familiari o dei propri pari, la repressione agita attraverso l’isolamento, la reclusione in casa anche ai danni della frequenza scolastica, i tentativi di conversione attraverso pressioni fatte dai propri familiari oltre a subire violenza verbale e violenza fisica. Il 17% dei ragazzi maggiorenni che ha contattato Gay Help Line, dopo essersi dichiarati ai genitori, ha subito la perdita del sostegno economico da parte della famiglia: la maggior parte di questi sono stati di conseguenza abbandonati e messi in strada. Alcuni di questi casi sono stati accolti da Refuge lgbt, la struttura che accoglie questi ragazzi e li supporta perché riescano a superare il trauma subito e a raggiungere la propria autonomia attraverso la formazione e la ricerca del lavoro.

Un dato che risulta costante nel tempo è la difficolta delle vittime a denunciare: il fenomeno dell’underreporting (mancata denuncia) incide in maniera preoccupante sul riconoscimento dell’entità delle discriminazioni e delle violenze. In questo periodo difficile di pandemia sono ancora più urgenti misure legislative a supporto delle persone lgbt+, ancora prive di tutele contro la discriminazione, l’odio e la violenza.

“Oggi è la giornata mondiale contro l’omofobia. Il 17 maggio di 31 anni fa, l’Oms ha rimosso l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali. Da allora molti passi avanti sono stati fatti nel riconoscere diritti alla comunità lgbt, ma le vicende degli ultimi mesi ci dimostrano quanto ci sia ancora da fare. Le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale ledono il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione e calpestano la dignità della persona. Per questo dovrebbe essere un impegno di tutte le forze politiche quello di approvare il prima possibile una legge contro l’omofobia“. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Antonio Mazzeo, in un post su Facebook

(Visited 17 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago