Oltre 150mila morti in 30 anni a causa delle ondate di calore

Lo studio pubblicato sulla rivista Plos Medicine da un gruppo di ricerca australiano ha esaminato le morti registrate tra il 1990 e il 2019.

Analizzando i dati provenienti da 750 località in 43 Paesi in tutto il mondo è stato possibile verificare l’impatto delle impennate improvvise della temperatura sulla mortalità.

Secondo i calcoli 153.078 decessi sono imputabili al calore eccessivo, si tratta del’1% delle morti al mondo. La ragione di queste morti si deve all’enorme stress termico subito dal corpo umano, questo può causare disfunzioni degli organi e aggravare il quadro clinico di chi soffre di malattie croniche fino a causarne la morte precoce.

La ricerca ha permesso di evidenziare le zone del mondo in cui le ondate di calore hanno avuto maggiore impatto. L’Asia è il continente più colpito. Forte l’impatto anche nell’Europa meridionale e orientale, Italia, Grecia e Malta le più interessate.

I dati rimarcano, ancora una volta, la necessità di attuare delle politiche efficaci contro gli effetti della crisi climatica. Se tra il 2013 e il 2022 la temperatura media è aumentata di 1,14 C°, nei prossimi sessant’anni si prevede un ulteriore aumento delle temperature fino a 3,41 C° se non verranno prese delle misure capaci di frenare il surriscaldamento globale.