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Olio di palma, Greenpeace: “La Mendelez fa ancora affari con i distruttori di foreste”

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Greenpeace International ha pubblicato un report in cui accusa la Mondelez International di rifornirsi per i suoi prodotti di olio di palma dai “distruttori della Foresta Pluviale”. Il gigante del Junk Food si è difeso: “Confermiamo il nostro impegno nel guidare il cambiamento nel settore dell’olio di palma”.

L’olio di palma è un ingrediente presente in molti dei prodotti più popolari della compagnia, Mondelez International ,compresi i biscotti Oreo, i crackers Ritz e le barre di cioccolato Cadbury.

Il gigante del Junk Food dell’Illinois ha iniziato il suo viaggio verso l’uso dell’olio di palma consapevole nel 2009 e si è impegnata a rispettare l’Accord per l’Olio di Palma Sostenibile (CSPO) nel 2013,seguendo gli standard forniti dal WWF.

Nonostante il suo impegno e dopo l’annuncio di aver rimosso 12 dei loro fornitori principali implicati nelle pratiche di deforestazione, Greenpeace ha rivelato in un suo report  che tra il 2015 e il 2017, 22 fornitori di olio di palma della compagnia hanno distrutto più di 70,000 ettari di foresta pluviale nel Sudest Asiatico – un area più grande della città di Chicago – 25000 dei quali erano habitat di scimmie e oranghi.

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La Mondelez riceve la maggior parte di quello che viene chiamato “olio sporco” dalla Wilmar International, il più grande esportatore di olio di palma; più dell’ 80% dell’olio della Wilmar arriva da fornitori di terze parti. Nonostante l’adozione di una politica “No deforestazione, no sfruttamento” fin dal 2013, la Wilmar ha fallito nel monitorare i suoi fornitori nel determinare se quest’ultimi seguissero la loro politica o stessero continuando a distruggere le foreste, come rivelato da Greenpeace.

Wilmar si impegna a ripulire la propria filiera

“Troviamo oltraggioso che la Mendelez stia ancora in affari con i distruttori di foreste, nonostante le promesse fatte da ben 10 anni”, dice Kiki Taufik, il capo della divisione foreste della Greenpeace Southeast Asia’s Indonesia. “L’olio di palma può essere prodotto senza distruggere le foreste, eppure le nostre indagini hanno scoperto che i fornitori della Mendelez stanno ancora radendo al suolo e eliminando l’habitat degli oranghi, spingendo queste creature alle soglie dell’estinzione. Stanno letteralmente morendo per colpa dei biscotti”.

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L’olio di palma è l’olio vegetale più comune nel mondo è può essere trovato nel cioccolato, nei dolci sfornati nei saponi, nei detergenti e in molti altri prodotti. Ma la sua produzione, che implica la deforestazione delle foreste tropicali per piantare gli alberi dell’olio di palma, è un mandante della distruzione delle foreste, della degradazione degli habitat degli animali selvatici e del cambiamento climatico.

“Il CEO della Mendelez, Dirk Van de Put, ha promesso di offrire ai suoi clienti ‘snack sani e sostenibili’. Ma non c’è niente di ciò sull’olio di palma che è prodotto uccidendo oranghi e alimentando il cambiamento climatico” ha dichiarato Taufik in conferenza stampa. “Mendelez e gli altri brand devono iniziare ad agire e eliminare la Wilmar fino a quando non potrà provare che il suo olio di palma è pulito. In fondo, se i grandi brand non possono trovare abbastanza olio di palma per il loro prodotti devono iniziare a usarne meno.”

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La risposta della Mendelez è arrivata poco dopo. “Mendelez International conferma il suo pieno impegno nel guidare il cambiamento nel settore dell’olio di palma e le sue recenti azioni contro 12 dei suoi fornitori confermano questo impegno,” ha dichiarato Jonathan Horrell, direttore globale della sostenibilità nella Mendelez International, “continueremo a seguire nuove iniziative per essere all’avanguardia nel cambiamento nello sfruttamento dell’olio di palma. La compagnia comprende che è una sfida complessa che può essere risolta solo attraverso la collaborazione con tutti gli interpreti della catena di fornitura dell’olio di palma, dai coltivatori ai fornitori ai compratori, così come i governi locali e nazionali e le organizzazioni non governative”.

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