Un vero e proprio caso, quello dei Giochi Olimpici invernali Milano-Cortina 2026.

La pista da bob a Cortina d’Ampezzo, dove si terrà gran parte delle Olimpiadi invernali 2026, diventa un vero e proprio caso. Su cui è arrivata anche Eleonora Evi, eurodeputata e co-portavoce nazionale di Europa Verde, che ha fatto sapere di aver presentato un’interrogazione prioritaria alla Commissione europea. La realizzazione della pista, infatti, non sembra rispondere a quei requisiti di sostenibilità richiesti dal Comitato Olimpico Internazionale.

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L’Italia sembra lontana anni luce dalla volontà di tener fede all’impegno assunto al momento dell’assegnazione delle Olimpiadi invernali. La costruzione della pista da bob a Cortina è fortemente impattante sia per la comunità, che subirà gravi disagi da qui al 2026, sia per l’ambiente, dato che i boschi e i prati saranno invasi dall’ampliamento del tracciato, che andrà a cementificare anche zone fino ad oggi mai occupate” – spiega Eleonora Evi – “Il tutto in un’area di grande valore, a ridosso del sito Unesco delle Dolomiti. Ho presentato un’interrogazione alla Commissione europea, si deve far chiarezza sul rischio che le valutazioni ambientali locali per ogni singola opera compromettano irrimediabilmente una valutazione reale degli interventi, negando ai cittadini il diritto di ricevere informazioni credibili“.

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Della stessa posizione anche Cristina Guarda, giovane consigliera regionale del Veneto. “La pista da bob è un’opera di grave peso economico, sociale e ambientale. Il Governo ha finanziato e commissariato, su pressante richiesta della Regione, il rifacimento della vecchia pista da bob, dimessa e poi chiusa dal 2008 per i costi eccessivi” – spiega l’esponente di Europa Verde – “Il rischio è che, utilizzando strumentalmente il commissariamento per recuperare il grande ritardo accumulato nella progettazione delle opere, si giunga a non svolgere di fatto le procedure di valutazione. Due anni dopo, la pista da bob non ha ancora uno studio di fattibilità. Inizialmente ci fu detto che sarebbe stata ristrutturata la pista esistente, oggi scopriamo che sarà demolita e sostituita da un nuovo impianto che costerà almeno 60 milioni di euro e con una previsione di una futura perdita di esercizio di mezzo milione di euro“.

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