AttualitàFashion&DesignGood NewsRiciclo e RiusoRifiutiScienza e Tecnologia

Ogyre, la startup che recupera la plastica dal mare e la trasforma in materia prima per costumi da bagno

Condividi

Si chiama Ogyre ed è la prima startup italiana impegnata esclusivamente nel ‘fishing for litter’. Questa azienda recupera plastica dispersa in mare e la trasforma in materia prima per costumi da bagno.

Si chiama Ogyre ed è la prima azienda italiana che ha come ‘core business’ il cosiddetto ‘fishing for litter‘. Grazie anche ad accordi con gruppi di pescatori, questa startup recupera dal mare tutta la plastica dispersa e poi la riutilizza, trasformandola in materia prima per costumi da bagno, da uomo (Oshorts) e da donna (Okini). Il nome dell’azienda, fondata da Antonio Augeri e Andrea Faldella, deriva dalle cosiddette ‘ocean gyres’, cioè le correnti oceaniche.

Plastica monouso, dal 3 luglio scatta la messa al bando dell’Ue. Ma l’Italia continua a produrre troppi rifiuti

Antonio Augeri spiega così la mission della sua startup: “Per il ‘fishing for litter’ coinvolgiamo i pescherecci per farci aiutare a riportare a terra la plastica raccolta dalle reti, per una media di 60 kg al mese per ogni barca. In cambio diamo loro una quota e li solleviamo da ogni onere, di responsabilità ed economico, derivante dallo smaltimento“. Questo perché, secondo le normative vigenti, i rifiuti marini sono assimilabili a rifiuti speciali e i costi e la responsabilità penale sono a carico dei pescatori: questo, di fatto, li costringe a ributtare in mare i rifiuti invece di riportarli a terra.

Lego, presentati i primi mattoncini creati con bottiglie di plastica riciclate

Ogyre, invece, paga i pescatori per i rifiuti che portano a terra e si fa carico dello smaltimento, attraverso istituti di ricerca o associazioni e Ong partner. In questo modo non solo è possibile utilizzare nuove materie prime ricavate dai rifiuti marini e realizzare costumi da bagno, in tessuti sintetici da polimeri riciclati e a loro volta riciclabili. Il progetto, partito nell’aprile scorso, coinvolge i porti di Cesenatico, Goro e Porto Garibaldi, con sette pescherecci partner che nell’ultimo mese hanno raccolto oltre 300 kg di rifiuti. Ora l’obiettivo, molto ambizioso, è di coinvolgere altri tre porti e 60 pescherecci entro la fine dell’anno.

(Visited 98 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago