OCSE:

Entro il 2060 l’inquinamento da plastica potrebbe triplicare, passando da 460 milioni di tonnellate nel 2019 a 1.231 milioni di tonnellate nel 2060. C’è però una buona notizia.

Entro il 2060 l’inquinamento da plastica potrebbe triplicare. A lanciare l’allarme è l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) dopo avere pubblicato il rapporto “Global Plastics Outlook: Policy Scenarios to 2060” sulle previsioni future su consumo e produzione di plastica.

Secondo il documento, il consumo globale di materie plastiche passerà da 460 milioni di tonnellate nel 2019 a 1.231 milioni di tonnellate nel 2060. L’unica possibilità per invertire la rotta è l’adozione di politiche green a livello globale, così da incidere realmente sul consumo della plastica.

L’OCSE prevede oltretutto che il rilascio di plastica nell’ambiente raddoppierà, superando i 44 milioni di tonnellate all’anno. E dove finiranno bottigliette, cannucce e sacchetti, ma anche pellet industriali, tessuti e pneumatici? Soprattutto nei laghi, nei fiumi e negli oceani. Proprio qui, secondo il rapporto, i rifiuti di plastica passeranno da 353 milioni di tonnellate nel 2019 a 1.014 milioni nel 2060.

C’è però una buona notizia.

La popolazione mondiale sta intuendo l’importanza dell’economia circolare. E così, secondo l’OCSE, la quota di rifiuti di plastica riciclati salirà al 17% entro il 2060 rispetto al 9% del 2019.

Proprio per questo è necessario imporre tasse sulla plastica e investire in nuove infrastrutture per la gestione dei rifiuti.

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