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Ocean Cleanup, il tubo galleggiante ritorna in acqua per ripulire gli oceani

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Il tubo galleggiante creato da Boyan Slat, Ocean Cleanup, è stato progettato per intrappolare 1,8 tonnellate di plastica senza danneggiare la fauna marina – anche se l’ultima volta non è andata così bene. L’attrezzatura ritorna in mare nel tentativo di eliminare l’enorme isola di spazzatura che galleggia nell’Oceano Pacifico tra la California e l’Hawaii, Great Pacific Garbage Patch.

Boyan Slat, il creatore del progetto Ocean Cleanup, ha annunciato su Twitter che il tubo galleggiante di 600 metri è stato rimesso in mare una serie di riparazioni durate 4 mesi: lo scorso anno, infatti, lungo il tubo era stata scoperta una frattura.

Ocean Cleanup, il dispositivo per ripulire gli oceani dalla plastica si rompe 

Una nave ha trasportato la barriera a forma di U da San Francisco fino alla zona di mare destinata a raccogliere la plastica. Ma durante i 4 mesi in cui è rimasto in mare il tubo si è rotto a causa delle onde costanti e del vento.

“Speriamo che la natura non ci riserbi troppe sorprese questa volta – ha twittato Slat – In ogni caso abbiamo imparato molto dalla prima volta”. La gigantesca attrezzatura progettata per raccogliere i rifiuti plastici dall’oceano nasce con l’obiettivo di eliminare l’enorme isola di spazzatura che galleggia nell’Oceano Pacifico tra la California e l’Hawaii.

Attrezzato con luci, camere, sensori e antenne satellitari, tutte alimentate a energia solare, questo dispositivo può comunicare la sua posizione in ogni momento, permettendo a una nave supporto di raccogliere la plastica rimasta incastrata per trasportarla sulla terraferma.

Parte il progetto per ripulire il mare dalla plastica

La barriera presenta uno schermo profondo fino a tre metri che consente di fermare la plastica galleggiante consentendo però il passaggio dei pesci sotto di esso. L’organizzazione ha riferito che i biologi marini a bordo della nave non hanno rilevato nessun impatto ambientale significativo durante il primo viaggio della barriera. Boyan Slat ha dichiarato che spera un giorno di poter schierare almeno 60 barriere su tutta la superficie dell’oceano.

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