OCEAN CLEANUP, PARTE IL PROGETTO PER RIPULIRE IL MARE DALLA PLASTICA

Ocean Cleanup. Un ragazzo di 23 anni ha progettato un modo per ripulire il mare dalla plastica attraverso un gigantesco retino.  La prima operazione di pulizia è programmata per l’8 settembre.

Dietro al progetto “The Ocean Cleanup” c’è Boyan Slat, un ragazzo che,  rimasto impressionato dalla quantità di plastica incontrata mentre tornava dalla Greci, ha deciso di mollare il college e dedicarsi alla pulizia degli Oceani. Aveva presentato il suo progetto durante un TedTalk, appena diplomato nel 2013.

Il progetto prevede la costruzione di un setaccio galleggiante collegando dei tubi dal diametro di un metro e venti. Sotto a questi, una sorta di “gonna” di rete lunga più di 2 metri. Fondamentalmente, è un retino da mare supersized. Il sistema si muove in modo tale da permettere alle correnti e alle onde di spingere la spazzatura all’interno della rete e impedirne l’accesso a animali o altre forme di vita marittima. Telecamere, sensori e satelliti controlleranno da remoto, insieme a pannelli per l’energia solare e sistemi anti-collisione, per evitare che qualche nave ci finisca addosso. Il sistema risulta quindi perfettamente autonomo, salvo qualche controllo di tanto in tanto durante la raccolta della spazzatura ingabbiata.

Una delle preoccupazioni sollevate dai più critici è che il sistema prende di mira soltanto l’inquinamento di plastiche “integre” o in grandi pezzi, mentre non risolve il problema della microplastica. Il materiale infatti non si decompone, ma si riduce in frammenti sempre più piccoli che inevitabilmente finiscono con diventare parte dell’alimentazione dei pesci  e della nostra. Inoltre, la struttura potrebbe non reggere alle tempeste e ai moti più violenti del mare, finendo con l’inquinare ancora di più proprio le porzioni di Oceano da ripulire.

La prima operazione di pulizia è programmata per l’8 settembre, e potrà essere seguita via streaming . Verrà posizionato a 240 miglia nautiche dalla costa statunitense all’altezza del molo di Alameda, in California, dove resterà per un test dai 40 ai 60 giorni. Se dovesse funzionare, il sistema verrà poi spostato di 960 miglia verso il Great Pacific Garbage Patch, tra California e Hawaii. L’obiettivo finale è quello di costruirne e inserire in mare altri 60 entro il 2020: se così fosse, la previsione è di ripulire il 50% della spazzatura nella spazzatura in soli cinque anni.

Maggiori informazioni su: https://www.theoceancleanup.com/

 

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