La proposta di uno degli inventori del sistema ha scatenato la rabbia della politica e della filiera produttiva nazionale.

Il Nutriscore mette il vino nel mirino e l’Italia insorge. Un controverso tweet di Serge Hercberg, lo scienziato francese tra i ‘padri’ del sistema di etichettatura nutrizionale, ha fatto infuriare sia la politica che la filiera agroalimentare italiana. Hercberg ha proposto di classificare gli alcolici, in particolare il vino, con la lettera F e il colore nero per segnalarne la pericolosità ai consumatori. Nel mirino ci sarebbe la pericolosità dell’etanolo, che se assunto in grandi quantità risulterebbe cancerogeno.

 

La proposta di Serge Hercberg, al momento, non è stata minimamente presa in considerazione dalla Commissione europea. Ma intanto in Italia è levata di scudi. Fratelli d’Italia e la Lega promettono battaglia, con il sottosegretario alle Politiche agricole del Carroccio, Gian Marco Centinaio, che ha parlato di “tentativo di criminalizzare un intero settore“. L’Italia non vuole e non può accettare che vini con etichettature di qualità, come la Docg, possano essere paragonati al cibo spazzatura.

La Coldiretti ha dichiarato che la proposta di uno degli inventori del Nutriscore conferma “quanto possa essere fuorviante il sistema a colori, con valutazioni errate sulla salubrità di un determinato prodotto che prescindono dalle esigenze complessive di un individuo (dieta e stile di vita), dalla quantità e dalla frequenza di assunzione all’interno di un regime alimentare variegato ed equilibrato“. Proteste anche dalla Federvini e dalla Confederazione italiana agricoltori. Oltre al caso Nutriscore, preoccupa un’iniziativa del Parlamento europeo sulla lotta al cancro: non ci sarebbe una sufficiente distinzione tra l’uso e l’abuso delle bevande alcoliche per valutare gli effetti sulla salute.

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