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Nutriscore, Patuanelli: “Uniti contro il cibo in laboratorio”. Coldiretti: “A rischio l’85% del Made in Italy Dop”

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Nutriscore e altri sistemi di etichette a colori, il ministro Patuanelli promette battaglia insieme alle associazioni di categoria: “Dobbiamo tutelare produttori e consumatori”.

Stefano Patuanelli diventa la punta di diamante di un’intera filiera agroalimentare nazionale in prima linea per difendere il Made in Italy e soprattutto i prodotti Doc e Dop/Igp. Il ministro delle Politiche agricole, ancora una volta, è pronto a dare battaglia contro il Nutriscore e il sistema delle etichette a semaforo. “Il pericolo non è rappresentato tanto dal Nutriscore o dal Prosek, ma dal disegno complessivo più ampio che porta alla produzione di cibo in laboratorio e toglie ai cittadini la possibilità di scegliere come nutrirsi“, ha spiegato Patuanelli al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione.

A Bruxelles abbiamo avuto interlocuzioni molto positive, dobbiamo essere pronti con una proposta alternativa rispetto a una semplice logica semaforica rispetto al cibo. Noi dobbiamo batterci perché ci sia maggiore informazione ai cittadini” – la puntualizzazione di Stefano Patuanelli – “Sul Prosek il problema è che si rischia di scardinare il principio delle denominazioni di origine e di mettere in pericolo moltissime eccellenze. Dobbiamo continuare a difendere il nostro cibo di qualità, un compito non facile ma la nostra forza sono proprio i nostri produttori“. Il ministro ha anche annunciato che sarà prorogato l’obbligo dell’etichetta di origine per pasta, riso, latte e derivati, salumi e passata di pomodoro: “I cittadini devono essere informati su cosa mangiano e devono poter scegliere“.

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Sulle cosiddette etichette a colori è arrivato anche l’allarme di Coldiretti, che denuncia: “Dall’olio extravergine d’oliva al Parmigiano Reggiano, sono diversi i prodotti di qualità del Made in Italy che verrebbero bocciati a favore di prodotti artificiali di cui, in alcuni casi, non è neanche nota la ricetta“. L’associazione di categoria, come il ministro Patuanelli, sottolinea che “le etichette a colori si concentrano solo su un numero limitato di sostanze nutritive, come zucchero, grassi e sale, e sull’assunzione di energia, mentre l’equilibrio nutrizionale va ricercato non nel singolo prodotto, ma nell’equilibrio tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera“.

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Con un forte sistema di etichette a colori, denuncia Coldiretti, “verrebbe ingiustamente bocciato quasi l’85% del Made in Italy a denominazione di origine. Una anomalia che potrebbe riguardare altri Paesi europei, come la Spagna, dove il Senato ha chiesto al governo di bloccare il Nutriscore o la Francia, dove i produttori stanno facendo pressioni sul Ministero dell’Agricoltura affinché vengano rivisti certi parametri“.
Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha poi aggiunto: “Ora la battaglia si sposta in Europa, per evitare un grave danno per il sistema agroalimentare italiano proprio in un momento in cui potrebbe essere l’elemento di traino di un piano strategico di internazionalizzazione per far crescere la presenza del Made in Italy sui mercati stranieri“.

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