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Nella giornata internazionale della Terra lo stilista italiano ha annunciato il lancio di un sito web che racchiude i valori dell’azienda. Tra questi, in prima posizione, la sostenibilità ambientale

Nasce oggi, nella Giornata internazionale della Terra, il nuovo sito firmato Giorgio Armani che presenta al mondo i valori dello stilista, dell’azienda e, più in generale, della moda del futuro.

Si chiama Armani/Values e poggia su tre pilastri: Persone, Prosperità e Pianeta. “Sono pienamente consapevole del fatto che di pianeta ne abbiamo soltanto uno. Dobbiamo rispettarlo, e per farlo cominciare immediatamente ad agire”, ha detto lo stilista al Corriere della Sera.

Nel nuovo sito dedicato ai valori della casa di moda fondata da Armani trova spazio il racconto dei vecchi progetti ma al primo posto ci sono quelli in corso.

Come Acqua for life, il progetto ambientale che da più̀ di dieci anni si focalizza sull’accesso universale all’acqua in zone affette da scarsità idrica. O anche l’Emporio Armani Green Project che partendo da Milano si è poi esteso a Londra, New York e Hong Kong dove l’azienda ha collaborato alla piantumazione di nuovi alberi e alla creazione di nuove aree verdi urbane.

Per lo stilista, il nuovo sito è un programma. “Attraverso questo sito – ha spiegato Armani – cerchiamo di mettere in luce in maniera chiara quali siano i progetti fatti e quelli che realizzeremo in futuro. Un continuo aggiornamento. Nel sito si vuole anche spiegare come tutte le nostre attività diventino efficaci se integrate in strategie di business e nei valori dell’azienda”.

Oltre il green, la moda e la (ir)responsabilità sociale

Quando un brand tanto importante quanto Armani va nella direzione dell’attenzione all’ambiente, c’è da scommetterci, tanti altri seguiranno.

Ma se la moda sta facendo passi da gigante sulle questioni ambientali (il settore tessile, però, resta uno dei più inquinanti del mondo, solo il fast-fashion è responsabile del 10% dell’inquinamento globale), non si può dire lo stesse sul fronte della responsabilità sociale.

Armani, come quasi tutti i grandi marchi, si rifornisce in parte da aziende estere che si trovano in Paesi in via di sviluppo dove i lavoratori del settore vengono pagati una miseria e spesso gli stipendi sono sotto la soglia di povertà.

Marina Spadafora, responsabile per l’Italia di Fashion Revolution, ha detto in una video intervista a TeleAmbiente che “secondo alcuni studi il pagamento di una paga dignitosa ai lavoratori del settore tessile andrà a influire dall’1 al 4% sul prezzo di un capo d’abbigliamento”.

Una percentuale – spiega Spadafora – che può facilmente essere presa in carico dalle aziende produttrici senza riversarla sul costo del prodotto. Perché “chi investe in sostenibilità oggi ne guadagnerà nel prossimo futuro”. 

 

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