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Nucleare, Puglia e Basilicata fronte comune contro il deposito nazionale

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Coordinare un’azione comune delle Regioni Basilicata e Puglia contro l’individuazione di siti lucani e pugliesi come possibili luoghi dove costruire il Deposito unico delle scorie nucleari.

È l’obiettivo dell’incontro di lunedì 11 gennaio in videoconferenza tra i presidenti Vito Bardi e Michele Emiliano e gli assessori all’Ambiente delle due Regioni, Gianni Rosa e Anna Grazia Maraschio. La scorsa settimana è stata resa pubblicata la mappa delle 67 aree potenzialmente idonee per il deposito dei rifiuti radioattivi italiani.

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Ha raggiunto le 51.968 firme la petizione lanciata su Change.org dal vicesindaco di Irsinia (Matera), Gaetano Garzone, per scongiurare il rischio di creare un deposito Nucleare nazionale in Puglia e in Basilicata. “Ho deciso di intraprendere questa ‘battaglia’ monocolore – scrive Garzone – per lanciare un segnale non trascurabile della volontà popolare. Nel 2003 il primo atto minatorio al nostro territorio – ricorda – venne individuata la località di Scanzano Jonico come sito per il deposito di scorie nucleari di seconda e terza categoria. La protesta e l’orgoglio del popolo ebbero la meglio. Oggi il problema si ripresenta e coinvolge un’area più vasta. Firmiamo la petizione per dire ‘no alle scorie nucleari in Puglia e Basilicata – invita Garzone – per preservare e difendere la nostra terra, il nostro futuro e il diritto alla salute“.

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La Basilicata si presenta unita: diciamo no al piano del governo con una sola lingua ed unità d’intenti perché riteniamo che la nostra regione non possa subire questo nuovo aggravio. Dopo aver già dato tanto all’Italia in termini energetici, la nostra regione vuole svilupparsi guardando alle sue peculiarità, il turismo e le bellezze naturali. Questo insediamento non ci interessa. Lo sviluppo della Basilicata deve andare oltre“. Lo ha detto l’assessore regionale all’ambiente, Gianni Rosa. “Voglio rimarcare – ha aggiunto Rosa – che noi non siamo mai stati interpellati su questo documento ma solo sul Piano nazionale, sul quale abbiamo già espresso la nostra netta contrarietà con un documento del 31 luglio 2019, a cui è seguito un pronunciamento contrario della stessa Conferenza delle Regioni”. La settimana prossima ci sarà un approfondimento in Consiglio regionale e verrà inviata una nota alle parti sociali, agli ordini professionali, alle associazioni ambientaliste, all’Unibas e alla Regione Puglia “perché ci supportino con le loro motivazioni – ha concluso Rosa – L‘idea è quella di arrivare a un documento unitario che rappresenti il territorio. Abbiamo inoltre chiesto all’Anci di coinvolgere tutti i Comuni della Basilicata“.

In questi giorni si susseguono gli incontri tra l’Assessore Regionale all’Ambiente della Puglia Anna Grazia Maraschio e i Sindaci e il Presidente del Parco dell’Alta Murgia, per definire un percorso condiviso con il territorio e ribadire il fermo “no” da parte della Regione Puglia al deposito di materiale nucleare nell’area protetta. 

Come Regione Puglia ci opporremo con tutte le nostre forze – ha dichiarato l’Assessore Maraschio – alla scelta scellerata di individuare l’Alta Murgia come possibile sito per lo smaltimento di rifiuti nucleari. In questi giorni ci siamo confrontati e ho ascoltato tutte le sacrosante ragioni dei territori che si oppongono a questa scelta e siamo pronti a mettere in campo qualunque azione, politica e legale, a tutela della salute dei cittadini e della bellezza e biodiversità di un Parco Nazionale, che rappresenta uno dei luoghi piu’ singolari del Mediterraneo“. “L’idea del Presidente Emiliano, che trova la mia totale approvazione- ha proseguito la Maraschio – è fare fronte comune insieme alla Regione Basilicata, perché si concordi una strategia unitaria e consapevole: c’è bisogno in questa nuova battaglia di unità d’intenti e del coinvolgimento di tutta la comunità pugliese e lucana“.

Nucleare, entro il 2020 pubblicazione della Carta dei siti idonei al deposito nazionale

Le osservazioni dovranno essere presentate entro 60 giorni dalla pubblicazione della carta dei siti potenzialmente idonei, cioè entro il 6 marzo 2021, così come prevede la procedura di consultazione pubblica avviata in base alle disposizioni del decreto legislativo n. 31/2010. “Il Mezzogiorno – ha concluso l’Assessore Maraschio – ha già pagato un prezzo altissimo in termini ambientali ed è per questo che metteremo in campo tutto quello che possiamo fare, politicamente e legalmente, per impedire la localizzazione dei rifiuti radioattivi“.

Coldiretti Puglia e l’associazione ambientalista Terranostra lanciano un appello all’Anci per scongiurare che il deposito di scorie nucleari venga realizzato tra il Parco nazionale dell’Alta Murgia e il Parco regionale delle Gravine, due siti di straordinario valore naturalistico, ambientale e paesaggistico, con evidenti effetti negativi sull’economia e il lavoro“. Lo comunica Coldiretti sottolineando di aver chiesto un incontro “urgente al sindaco della Città Metropolitana di Bari Antonio Decaro, presidente di Anci nazionale, e al presidente di Anci Puglia Domenico Vitto. Nella Carta vengono individuate “l’area di Gravina in Puglia (Bari), insieme ai comuni di Altamura (Bari) e Laterza (Taranto) in condivisione con Matera in Basilicata, tra i siti potenzialmente idonei. “Il Parco Terra delle Gravine in cui si trova Laterza – rileva il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muragliaè una delle più importanti aree naturalistiche d’Europa, costituita da grandi canyon carsici intorno all’Arco Ionico del Golfo di Taranto. Si tratta di un’area dalla notevole valenza naturalistica e paesaggistica, dove il settore agroalimentare produce formaggi, olio extravergine, vino, grano e il famoso pane di Laterza“. 

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