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Nucleare, Menicacci: “No al Deposito. Il viterbese già duramente colpito”

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Il Comune Soriano nel Cimino, insieme a molti altri del viterbese, è stato inserito nella mappa dei siti che potrebbero ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani.  “Sarebbe un duro colpo per il turismo della zona”, intervista a Fabio Menicacci, sindaco Comune Soriano nel Cimino. A cura di Alessandro Di Liegro.

Le aree “potenzialmente idonee” indicate nella Cnapi, la mappa con i siti potenzialmente idonei per il deposito dei rifiuti radioattivi resa pubblica la scorsa settimana, sono così ripartite: 8 in Piemonte, 2 in Toscana, 22 nel Lazio, 12 in Basilicata, 4 in Basilicata/Puglia, 1 in Puglia, 14 in Sardegna e 4 in Sicilia.

Nel Lazio sono tutte collocate nel Viterbese: Ischia di Castro, Canino, Cellere, Montalto di Castro, Tessennano, Tuscania, Arlena di Castro, Piansano, Tarquinia, Soriano nel Cimino, Vasanello, Vignanello, Gallese, Corchiano.

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All’incontro, in videoconferenza, con l’assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti Massimiliano Valeriano, Fabio Menicacci, sindaco Comune Soriano nel Cimino, ha riportato il suo no, e quello di tutta la cittadinanza, al Deposito dei Rifiuti Nucleari. “Non è la logica del giardino – dice Menicacci – ma dai piani che ci hanno illustrato, e dalle aree scelte, la struttura andrebbe a interessare falde acquifere, a pochi passi da una faggeta patrimonio dell’Unesco. Sarebbe un duro colpo per il turismo della zona”. A protestare più duramente i sindaci di Tarquinia e Montalto Di Castro, quest’ultima già interessata dalla presenza dell’ex centrale nucleare.

Il nostro è un territorio in cui sono presenti neoplasie, abbiamo avuto il radon e l’acqua all’arsenico. Individuare in questa zona il 45% delle aree smeraldo (quelle con più “probabilità” di ospitare il Deposito, ndr) non è una scelta saggia”.

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Ora tra 55 giorni la scelta dell’area che ospiterà il Deposito: “Dopo 20 anni di attesa avrebbero potuto allungare il tempo della consultazione pubblica. Abbiamo chiesto che attraverso il milleproroghe di allungare di altri 60 giorni i termini per la presentazione delle controdeduzioni delle località interessate” conclude Menicacci.

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