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Nucleare, il Giappone è pronto a scaricare in mare le acque radioattive di Fukushima

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Il governo giapponese ha deciso di iniziare a scaricare oltre un milione di tonnellate di acqua contaminata direttamente nell’oceano, scatenando la preoccupazione di associazioni ambientalisti e degli stati vicini.

Quasi un decennio dopo il disastro nucleare di Fukushima, il governo giapponese ha deciso di rilasciare in mare oltre un milione di tonnellate di acqua contaminata, come riferiscono i media locali, con un annuncio formale che dovrebbe essere fatto entro la fine del mese.

La decisione ha irritato i paesi vicini come la Corea del Sud, che ha già intensificato i test sulle radiazioni del cibo dal Giappone, e rischia di devastare ulteriormente l’industria della pesca a Fukushima che ha combattuto per anni contro una tale mossa.

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Lo smaltimento dell’acqua contaminata presso l’impianto di Fukushima Daiichi è  un problema di vecchia data per il Giappone, poiché procede con un progetto di smantellamento decennale. Quasi 1,2 milioni di tonnellate di acqua contaminata sono attualmente immagazzinate in enormi serbatoi presso la struttura.

L’impianto, gestito dalla Tokyo Electric Power Company Holdings, è stato vittima di un grave disastro nucleare avvenuto nel marzo del 2011, in seguito a un terremoto e al successivo Tsunami.

Venerdì, il ministro dell’industria giapponese Hiroshi Kajiyama ha detto che non è stata ancora presa una decisione sullo smaltimento dell’acqua, ma il governo mira a prenderne una rapidamente.

Per evitare ritardi nel processo di smantellamento, dobbiamo prendere una decisione rapidamente“, ha detto in una conferenza stampa.

Il quotidiano Asahi ha riferito che la preparazione di qualsiasi rilascio di questo tipo dovrebbe richiedere circa due anni, poiché l’acqua irradiata del sito deve prima passare attraverso un processo di filtrazione prima di poter essere ulteriormente diluita con acqua di mare e infine rilasciata nell’oceano.

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Nel 2018, Tokyo Electric si è scusata dopo aver ammesso che i suoi sistemi di filtrazione non avevano rimosso tutto il materiale pericoloso dall’acqua, raccolto dai tubi di raffreddamento utilizzati per evitare che i nuclei del combustibile si fondessero quando l’impianto era paralizzato.

L’azienda ha spiegato che prevede di rimuovere tutte le particelle radioattive dall’acqua tranne il trizio, un isotopo dell’idrogeno che è difficile da separare ed è considerato relativamente innocuo.

 


Ad aprile, un team inviato dall‘Agenzia internazionale per l’energia atomica per esaminare i problemi di acqua contaminata nel sito di Fukushima ha affermato che le opzioni per lo smaltimento dell’acqua delineate da un comitato consultivo in Giappone – rilascio di vapore e scarichi in mare – erano entrambe tecnicamente fattibili. L’AIEA ha affermato che entrambe le opzioni sono state utilizzate dalla gestione di centrali nucleari.

La scorsa settimana, i rappresentanti dell’industria ittica giapponese hanno esortato il governo a non consentire il rilascio di acqua contaminata dall’impianto di Fukushima in mare, dicendo che annullerebbe anni di lavoro per ripristinare la loro reputazione.

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La Corea del Sud ha mantenuto il divieto di importazione di prodotti ittici dalla regione di Fukushima che è stato imposto dopo il disastro nucleare e ha convocato un alto funzionario dell’ambasciata giapponese per spiegare come Tokyo intenda affrontare il problema dell’acqua di Fukushima.

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