Nucleare ed economia circolare, per Sogin un 2018 record per le attività di smantellamento

Nucleare. Con un volume di attività di smantellamento degli impianti nucleari pari a 80,4 milioni di euro, il 41% in più rispetto alla media storica 2010-2017 (di cui 1,7 milioni di euro di attività svolte direttamente dalla società), il 2018 si conferma per Sogin il miglior anno di sempre per la sua attività di decommissioning.

 

“Il 2018 è stato un anno sicuramente molto positivo per l’azienda – ha detto l’a.d. Luca Desiata – l’utile, dalle prime stime, è di 4-5 milioni, un utile positivo anche in miglioramento rispetto al 2017, sinonimo di una gestione sana con risultati positivi”.

Tra i principali risultati del Piano anche la riduzione dell’organico (-9,5% dall’insediamento dell’attuale vertice), la riduzione dei costi (-11% dal picco del 2015) e il buon andamento delle commesse verso terzi, con contratti firmati per 35,7 milioni nel biennio 2017/2018.

“Entro giugno presenteremo un piano di costi a vita intera come chiesto dall’Arera” – ha annunciato Desiata, precisando che il nuovo piano industriale “si basa su tempi e costi di smantellamento“.

Tra le attività internazionali del Gruppo, il fronte dell’estremo Oriente (dove Sogin è presente con contratti di consulenza) “è molto interessante in prospettiva”.

Per quel che riguarda poi il ciclo del combustibile, ha spiegato Desiata – “restano 600 milioni da spendere all’estero“, soprattutto in Francia e Inghilterra, “e per questo continueremo a rinegoziare i contratti sul combustibile”.

Al centro del piano di Sogin anche una strategia di riduzione dell’impatto ambientale delle proprie attività di decomissioning.

Si tratta di una strategia basata sulla minimizzazione dei rifiuti radioattivi, sull’efficientamento dei consumi energetici, il riciclo dei materiali prodotti dagli smantellamento e il riutilizzo di edifici d’impianto per non costruirne di nuovi in un’ottica di economia circolare.

Lo smantellamento delle sole quattro centrali nucleari permetterà, ad esempio, di riciclare oltre un milione di tonnellate di materiale, il 94% dei materiali complessivamente smantellati.

Su questa strategia Sogin ha chiesto alla IAEA, International Atomic Energy Agency, una peer review, per verificare il suo impegno nel campo dell’economia circolare anche rispetto ai benchmark internazionali e ricevere suggerimenti per l’ulteriore implementazione di politiche di sostenibilità ambientale.

Quanto al deposito nazionale delle scorie nucleari, Sogin, ha spiegato l’Ad Luca Desiata, è in attesa del nulla osta  per la pubblicazione della Cnapi” (la Carta nazionale aree potenzialmente idonee).

“Siamo in attesa del nulla osta per la pubblicazione della Cnapi” (la Carta nazionale aree potenzialmente idonee) – ha detto l’amministratore delegato di Sogin – serve l’atto dei ministeri competenti, Mise e ministero dell’Ambiente il deposito e’ importante proprio per la tutela dell’ambiente. Cogliamo l’occasione per invitare la politica a procedere – ha aggiunto – nel momento in cui dovesse arrivare il nulla osta partiremmo subito, servono due anni dalla pubblicazione della Cnapi per individuare il territorio”.

“Da quando siamo arrivati abbiamo preso in mano la situazione per capire dove fosse arenata, visto che i governi precedenti avevano parlato di pubblicazione immediata e di fatto non si è mai arrivati a nulla. Abbiamo riscontrato – ha replicato il sottosegretario al Mise, Davide Crippa – che rispetto alla mappa dei siti che doveva essere pronta e pubblicata c’erano dei requisiti di natura sismica che sono a nostro avviso molto preoccupanti. Nel senso che vengono considerati idonei alcuni siti con classificazione sismica 2, che vuol dire alto rischio sismico. È una preoccupazione di tipo sociale e di messaggio – ha spiegato Crippa – che il governo vuole trasmettere alla propria cittadinanza. Per cui, vista l’idoneità del siti che sono in altre classificazioni sismiche, riteniamo doveroso che venga fatto un approfondimento sulle classi sismiche adeguate in modo da non creare allarmismi ingiustificati e poter parlare apertamente con la popolazione senza che qualcuno giustamente possa lamentare una mancata salvaguardia dal rischio sismico”.

“La Cnapi – ha aggiunto il sottosegretario – noi lo abbiamo segnalato sia a Sogin (a cui spetta il compito di pubblicare l’elenco, ndr) che a Isin (Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare, ndr) con una lettera formale sul tema, non dovrebbe portare via un gran tempo. Noi stimiamo che nel giro di sei mesi si possa concludere tutto un percorso di valutazione in modo che poi si possa ragionare insieme alle Regioni che ospitano i siti risultati idonei per aprire un dibattito con la cittadinanza”.

La conferenza stampa di oggi è stata anche occasione per presentare la terza edizione di Open Gate, l’evento che permetterà a 3.000 cittadini di visitare, nel fine settimana del 13 e 14 aprile, le quattro centrali nucleari in dismissione di Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza), Latina, e Garigliano (Caserta).

Per poter partecipare è sufficiente iscriversi su www.sogin.it entro il 31 marzo.

 

 

(Visited 56 times, 1 visits today)

Leggi anche

Diventa Green!