Al Consiglio dell’Ue sull’energia il Ministro della transizione ecologica ha parlato dell’inserimento delle nuove tecnologie nella tassonomia verde Ue. 

Roberto Cingolani, Ministro della transizione ecologica, torna a parlare di energia nucleare. E lo fa a Bruxelles durante il Consiglio dell’Unione sull’Energia in cui si discute della tassonomia verde europea.

“La tassonomia deve veramente guardare avanti – ha dichiarato Cingolani -. Io non sono d’accordo quando sento dire che si debbano escludere il nuovo nucleare o altre forme di tecnologia. Non mi riferisco ovviamente al vecchio nucleare, sia chiaro: prima, seconda e terza generazione in questo momento non le considero tecnologia nuove. Ma credo che, per il futuro dei nostri figli e nipoti, gli small modular reactors e soprattutto la fusione non possano essere fuori da un piano di visione, perché noi stiamo pensando a un futuro energetico molto più avanti che al 2030. Al 2030 la strada è segnata, sicuramente”. 

Il riferimento del ministro Cingolani è a una tecnologia – la fusione nucleare – che al momento è in via di sperimentazione e che a differenza della fissione non produrrebbe pericoli di disastri nucleari.

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L’apertura (seppur cauta) di Cingolani al nucleare di nuova generazione non è piaciuta a Europa Verde.

“Il ministro Cingolani oggi a Bruxelles al Consiglio europeo per l’energia ha sostenuto l’inserimento del nucleare nella tassonomia verde UE e lo ha fatto senza un mandato del parlamento sapendo che l’Italia con due referendum ha votato contro l’energia atomica” si legge in una nota firmata dai co-portavoce nazionali di Europa Verde Eleonora Evi e Angelo Bonelli.

“La posizione del ministro – aggiungono – è inaccettabile perché con l’inserimento del nucleare nella Tassonomia verde si dirotteranno risorse della transizione ecologica della UE verso un’energia pericolosissima e costosissima sottraendole alle rinnovabili”.

I due portavoce di Europa Verde, poi, chiedono le dimissioni del Ministro: “Ribadiamo con forza la necessità che Cingolani si dimetta perché rappresenta l’ostacolo principale ad una vera e concreta realizzazione della transizione ecologica”. 

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