Il neo cancelliere farà visita a Macron in Francia nel suo primo viaggio all’estero. Tra i temi, la tassonomia verde Ue e l’inserimento del nucleare tra le fonti green

In patria la chiamano coalizione semaforo, l’alleanza che ha permesso la creazione del nuovo governo guidato da Olaf Scholz. Il termine viene dai colori rappresentativi dei tre partiti di maggioranza: il rosso dei socialdemocratici, il giallo dei liberale e il verde degli ambientalisti. 

Va da sé che sul nuovo governo tedesco sono elevate le aspettative relative alle politiche ambientali. In patria come all’estero.

Due gruppi ambientalisti anti-nucleare, uno tedesco e una francese, hanno lanciato un appello al neo cancelliere che farà visita al presidente francese Emmanuel Macron nei prossimi giorni affinché mantenga il veto della Germania sull’inserimento del nucleare nella tassonomia verde dell’Unione europea, cioè nella lista delle fonti di energia che l’Ue considera green.

In un comunicato stampa congiunto, Charlotte Mijeon della rete Réseau Sortir du nucléaire France e Armin Simon dell’organizzazione antinucleare tedesca .ausgestrahlt, scrivono: “Esortiamo Olaf Scholz a non cedere alle pressioni di Macron. Scholz deve respingere chiaramente la richiesta di Macron di includere l’energia nucleare nella tassonomia dell’Ue per gli investimenti sostenibili e mantenere il suo veto contro qualsiasi etichettatura verde per l’energia nucleare. Non deve essere coinvolto in un accordo franco-tedesco che integri nucleare e gas fossile”.  

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Tassonomia verde Ue, i nodi del nucleare e del gas naturale

L’incontro tra Scholz e Macron avrà sicuramente tra i temi in agenda la questione della tassonomia verde dell’Unione. La Commissione europea ritiene di poter presentare l’elenco definitivo prima di Natale, ma ci sono ancora due nodi da sciogliere che vedono diversi Paesi membri contrapposti: il nucleare e il gas naturale.  

Nei giorni scorsi, il vice presidente della Commissione europea con delega al commercio e all’economia al servizio delle persone, Valdis Dombrovskis, ha confermato che gas e nucleare saranno presenti nella tassonomia ma bisogna ancora mettersi d’accordo su quanto queste due fonti di energia saranno considerate verdi.

Sulla questione del gas naturale, il cambio del governo tedesco ha significato anche una modifica della posizione del Paese. Mentre il governo guidato da Merkel sosteneva fortemente il gas naturale in quanto più pulito del carbone e ritenuto necessario per integrare le energie rinnovabili, il governo presieduto da Scholz deve fare i conti con la componente verde che è assai più critica sull’utilizzo del gas naturale.

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Ma è sul nucleare che è in corso la vera sfida tra gli stati. Due le squadre in campo: una capitanata dalla Francia, l’altra dalla Germania.

Il team formato dalla Francia e una decina di altri Paesi membri, spinge per considerare il nucleare una fonte di energia ecosostenibile in assoluto e non solo come fonte di transizione. L’obiettivo è quello di far rientrare a pieno titolo il nucleare nella composizione del mix energetico europeo del futuro.

La squadra a guida tedesca, dall’altra parte, resta contraria. La Germania ha abbandonato il nucleare dopo il disastro di Fukushima e non sembra pronta a cambiare idea sull’utilizzo del nucleare come fonte di energia né ha intenzione di inserirlo nella lista delle fonti green. Ma la ministra degli esteri e leader del partito dei Verdi, Annalena Baerbock, ha sottolineato la necessità di trovare un compromesso con la Francia.

Ad ogni modo, per bloccare un ipotetico inserimento del nucleare nella lista delle fonti green europee, la Germania (posto che vorrà davvero farlo) dovrà metter su una squadra assai numerosa. Secondo le regole europee, infatti, per bloccare il provvedimento di adozione della tassonomia verde Ue sarà necessaria una maggioranza qualificata (formata da un gruppo sostanzioso di stati che rappresentino una gran parte della popolazione europea). Che al momento sembra difficile da ottenere.

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