Inquinamento

Nucleare, 10 anni da Fukushima: le date di una catastrofe

Condividi

L’11 marzo 2021 sono 10 anni dal disastro di Fukushima che sconvolse il Giappone e fermò l’ascesa dell’energia nucleare nel mondo. Questi sono gli eventi accaduti dopo tra ammissioni di colpa e tentativi di limitare i danni.

L’11 marzo ricorre il decimo anniversario dall’enorme terremoto e tsunami con oltre 22.000 persone morte o disperse e il peggior incidente nucleare del mondo dai tempi di Chernobyl, il disastro della centrale di Fukushima.

Ecco una breve cronologia degli eventi dopo il terremoto di magnitudo 9.0, il più grande registrato nella storia del Giappone.

11 marzo 2011: un terremoto di magnitudo 9,0 colpisce al largo della costa del nord-est del Giappone, provocando uno tsunami che devasta città e villaggi. Lo tsunami ha sommerso i sistemi di alimentazione e raffreddamento di backup della centrale nucleare di Fukushima Daiichi della Tokyo Electric Power Co (TEPCO), provocando la fusione di tre dei sei reattori. Due mesi dopo TEPCO confermerà che si sono verificati dei crolli nella struttura.

Nucleare, Giappone annuncia rimozione combustibile fuso Fukushima nel 2021

Il governo dichiara un’emergenza nucleare e ordina ai residenti entro un raggio di 3 km dalla centrale di evacuare. La zona di evacuazione viene ampliata gradualmente fino a un raggio di 20 km nei due giorni successivi. Alla fine più di 160.000 persone vengono evacuate.

12 marzo: TEPCO inizia a iniettare acqua di mare per raffreddare le barre di combustibile dei reattori. La gente fa scorta di generi alimentari e provviste a Tokyo, a circa 250 km di distanza, tra i timori delle radiazioni. Naoto Kan, il primo ministro dell’epoca, dice in seguito di aver temuto di dover evacuare Tokyo.

16 marzo: l’imperatore Akihito pronuncia un raro discorso televisivo in cui esprime profonda preoccupazione per la crisi.

22 marzo: i tecnici che lavorano nell’impianto collegano i cavi di alimentazione a tutti e sei i reattori e avviano una pompa a uno per raffreddare le barre di combustibile nucleare surriscaldate.

4 aprile: gli ingegneri rilasciano oltre 10.000 tonnellate di acqua contaminata – circa 100 volte più radioattiva dei limiti legali – che era stata utilizzata per raffreddare le barre di combustibile surriscaldate dopo aver esaurito la capacità di stoccaggio.

20 maggio: il presidente della TEPCO, Masataka Shimizu, 66 anni, si dimette, assumendosi la responsabilità della crisi nucleare.


26 agosto: Il Primo Ministro Kan conferma che si dimetterà.

16 dicembre: il Giappone dichiara che i reattori danneggiati sono in uno stato stabile di “spegnimento a freddo”.

1 luglio 2012: Kansai Electric Power Co riavvia l’unità n. 3 da 1.180 megawatt presso la sua centrale atomica di Ohi, il primo reattore nucleare del Giappone a tornare online dalla crisi di Fukushima, nonostante le preoccupazioni dell’opinione pubblica sulla sicurezza nucleare.

5 luglio 2012: una commissione nominata dal parlamento conclude che Fukushima è stata un “disastro profondamente provocato dall’uomo” che avrebbe potuto essere prevenuto e mitigato da una risposta più efficace.

26 dicembre 2012: Shinzo Abe viene eletto primo ministro dopo che il suo Partito Liberal Democratico ha vinto le elezioni generali, estromettendo il Partito Democratico del Giappone, al potere al momento della crisi.

22 luglio 2013: la TEPCO ammette che dopo la rottura del reattore del 2011, l’acqua radioattiva ha continuato a fuoriuscire dall’impianto nelle acque sotterranee, rendendola radioattiva, con implicazioni per l’acqua potabile e per l’Oceano Pacifico.

Fukushima, scorie radioattive nell’acqua: oceano a rischio contaminazione

7 settembre 2013: Tokyo viene dichiarata città ospitante dei Giochi olimpici estivi del 2020, con la promessa di mostrare una Fukushima ricostruita. Abe dice che la centrale è “sotto controllo“.

1 aprile 2014: le persone iniziano a tornare nella zona di esclusione di 20 km intorno a Fukushima quando la bonifica dell’area è completata.


3 giugno 2014: TEPCO inizia a lavorare su un “muro di ghiaccio” per rallentare il flusso di acqua sotterranea nell’impianto distrutto, ma l’accumulo di acqua contaminata continua, rallentando gli sforzi di recupero.

5 novembre 2014: TEPCO rimuove 400 tonnellate di combustibile di uranio esaurito da un edificio del reattore danneggiato, il primo di quattro serie di barre usate da rimuovere in una pulizia che dovrebbe durare decenni.

7 febbraio 2018: TEPCO è condannata a pagare circa 1,1 miliardi di yen (10 milioni di dollari) a 321 residenti di Fukushima per i danni in una causa collettiva.

5 settembre 2018: il Giappone riconosce per la prima volta che le radiazioni nello stabilimento di Fukushima hanno ucciso un lavoratore, stabilendo che un risarcimento dovrebbe essere pagato alla famiglia dell’uomo, morto di cancro ai polmoni.

19 settembre 2019: l’ex presidente della TEPCO Tsunehisa Katsumata e gli ex dirigenti Ichiro Takekuro e Sakae Muto sono stati prosciolti dalle accuse penali di negligenza professionale con conseguenti lesioni e morte nell’unico procedimento penale derivante dalla crisi.

Fukushima, preoccupazione per la radioattività: il livello è ancora alto

1 marzo 2021: TEPCO ha dichiarato di aver spostato il combustibile di uranio esaurito da un reattore danneggiato a un luogo più sicuro: la seconda operazione riuscita nel suo genere e la prima da eseguire da remoto, a causa dell’elevata radiazione nell’edificio del reattore.

(Visited 117 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago