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Per i servizi di intelligence Ue, però, nella zona sarebbero state avvistate delle navi russe.

Nord Stream, una quarta falla nei gasdotti e il pericolo di una nuova esplosione nel Mar Baltico. Lo annunciano scienziati e media svedesi. Le prime perdite eranno state rese note lunedì: una su Nord Stream 2 (in acque danesi) e due sul Nord Stream 1 (in acque svedesi). Björn Lund, sismologo dell’Università di Uppsala, aveva dichiarato che due esplosioni si erano verificate in prossimità delle perdite: la prima alle 2.03 di lunedì, la seconda alle 19.04, cinque volte più potente della precedente e con una magnitudo di 2.3 Richter. Intanto, però, le cause delle falle sono sempre più misteriose e diventano teatro di scontro, ancora una volta, tra Russia e Stati Uniti.

L’Ue: “Navi russe nelle zone delle falle”

Due funzionari dell’intelligence Ue hanno rivelato che lunedì e martedì alcune navi di supporto della Marina russa si trovavano nell’area delle falle nei gasdotti Nord Stream. Non è chiaro se la presenza di navi russe sia correlata alle perdite, anche perché la loro presenza nell’area è abituale da tempo, ma la settimana scorsa sarebbero stati avvistati anche alcuni sottomarini russi. Ennesimi sospetti, quindi, sulla Russia, considerata l’unico Paese che nella zona può danneggiare deliberatamente gli oleodotti. Ma questa è soprattutto la posizione statunitense, prontamente rispedita al mittente da Mosca.

La Russia accusa gli Usa

La Russia, intanto, ha reso noto di aver aperto un’inchiesta per terrorismo internazionale. E accusa apertamente gli Stati Uniti. “Registriamo i tentativi di alcuni legislatori americani di incolpare la Russia degli incidenti ai gasdotti Nord Stream 1 e 2. Forse dall’alto di Capitol Hill hanno una vista migliore” – ha spiegato Anatoly Antonov, ambasciatore russo a Washington – “Ma allora devono anche aver visto le attività delle navi da guerra americane, nel luogo della rottura, appena il giorno prima. O notato droni ed elicotteri sulla zona. O osservato le esercitazioni americane subacquee con esplosivi condotte nella stessa zona qualche tempo fa. E poi devono aver ricordato la promessa di Biden di mettere fine al progetto del Nord Stream 2“.

La replica Usa

Proprio la frase di Joe Biden, “mettere fine a Nord Stream 2“, pronunciata il 7 febbraio scorso (prima dell’inizio della guerra in Ucraina) è al centro delle accuse russe e della replica statunitense. Una portavoce della Casa Bianca ha precisato: “Il presidente si riferiva al fatto che non sarebbe diventato operativo e che avremmo lavorato con la Germania su questo. Aveva ragione, perché a febbraio la Germania ha preso questa decisione di congelare il gasdotto“.

La Nato: “Sabotaggio sconsiderato”

Intanto, anche la Nato è intervenuta ufficialmente sulle falle ai gasdotti di Nord Stream 1 e 2. “Il danneggiamento dei gasdotti nelle acque internazionali del Mar Baltico desta profonda preoccupazione” – si legge in una nota – “Tutte le informazioni attualmente disponibili indicano che si tratta del risultato di atti di sabotaggio deliberati, sconsiderati e irresponsabili“. La nota è stata sottoscritta anche dagli alleati entranti, Svezia e Finlandia.

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