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Nonsovoi, un progetto che fa leva sull’ironia per farci riflettere sulle nostre abitudini

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“Perché ‘tornare alla normalità’ quando possiamo provare a migliorarla?”. Da qui nasce su Instagram il progetto #nonsovoi ideato da un gruppo di ragazzi esperti di comunicazione digitale. L’obiettivo è quello di avvicinare nuove persone alle tematiche ambientali sfruttando la chiave ironica e far riflettere sulle nostre abitudini. 

Un progetto per farci riflettere sulle nostre abitudini e per capire cosa cambiare nel rispetto del nostro pianeta. Da qui parte l’idea di Matteo Giulietti, 29 anni, insieme ad altri ragazzi esperti di comunicazione digitale.

Perché ‘tornare alla normalità’ quando possiamo provare a migliorarla? Ripartiamo dal nostro pianeta. Noi ci crediamo, #nonsovoi“, è la descrizione sulla pagina Instagram del progetto Nonsovoi

Insieme ad altri due ragazzi, Matteo è co-fondatore di una start up nata nel novembre dello scorso anno Face, una talent agency che si occupa di gestire i diritti di immagine di persone più o meno famose che hanno nella sostenibilità il centro di gravità del tipo di comunicazione che vanno a veicolare attraverso i social network. Queste sono le teste dietro al progetto Nonsovoi insieme anche ad altre due ragazze fondatrici di in un’agenzia a tema marketing e comunicazione ambientale, Foresee, con sede a Londra. Tutto è partito il 4 maggio, proprio all’inizio della fase 2.

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Siamo in 5 a lavorarci e l’idea è nata sulla direzione presa da Face. – ci spiega Matteo – Non abbiamo un percorso di studi strettamente legato alla materia ambientale ma abbiamo lavorato nel mondo della comunicazione digitale entrando in contatto con talent che sensibilizzavano su questa tematica che ci hanno fatto riflettere sull’importanza e su come volessimo che questa arrivasse a quante più persone possibili. Oggi il mercato degli influencer ha una forza comunicativa molto forte e vorremmo che persone con questo seguito veicolassero un tema che è più che attuale. Nonsovoi nasce con l’idea di raggiungere quante più persone possibili cercando di sfruttare la leva dell’ironia, toccando la coscienza delle persone e aiutandoli con concetti base a riflettere se quello che stiamo  facendo è sufficiente per limitare il nostro impatto sull’ecosistema ambientale o si può fare di più“. 

 

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I drink sono creature sensibili: non amano il caldo, lo stress da contatto e le eccessive sollecitazioni. Proprio come il Polo. Noi abbiamo imparato a rispettarli, #nonsovoi Se l’Amazzonia è considerata il “polmone della terra”, il circolo polare artico ne rappresenta il sistema circolatorio: stabilizza il nostro clima e agisce come un vero e proprio condizionatore. Il problema è che da qualche anno il condizionatore ha smesso di funzionare come dovrebbe. L’Artico si sta infatti surriscaldando a ritmi più che doppi rispetto al resto della Terra, causando enormi danni all’ecosistema animale e vegetale. Parlare di “rischio scomparsa” ha sempre un tono apocalittico, ma senza un immediato intervento tecnico, il condizionatore rischia di diventare un calorifero. E nessuno utilizza il calorifero in estate. #ghiaccio #ghiacciai #riscaldamentoglobale #polonord #ecologico #bevanda #bevande #ecologica #ecosostenibile #ecosostenibilità #sostenibile #rispettalanatura #pianetaterra #ecobio #sostenibilità #riciclare #ambiente #ecologia #salvaterra #riciclo #riciclocreativo

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La scelta di comunicare in chiave ironica le tematiche ambientali nasce da un’esigenza ben precisa. “E’ un esperimento che abbiamo voluto fare da spettatori sulla materia ambientale. Mi rivedo molto nel target della persona che vorrei raggiungere. E’ il modo che io avrei voluto avere per un primo contatto con tale materia. Mi sono ovviamente documentato per colmare il mio gap a riguardo negli ultimi mesi ma volevo raggiungere chi non se sa nulla e chi fino ad oggi non ha trovato un buon motivo per avvicinarsi a tali argomenti. Passare attraverso persone che hanno un ottimo seguito e un tono ironico sono due ingredienti che possono avere un impatto sicuramente nuovo nel raccontare questa tematica”, aggiunge Matteo. 

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Si tratta di un progetto destinato ai social network, in particolare ad Instagram, che spiega anche la scelta del tono  con approfondimenti testuali, poche righe e dirette, e contenuti grafici sui temi dibattuti nel quotidiano.

 

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Noi, il gin & tonic sempre senza cannuccia, #nonsovoi.⁣ ⁣ Quante volte leggiamo che le cannucce sono il male del mondo?⁣ Troppe. Ma vi siete mai chiesti come mai?⁣ ⁣ Perché, come tutta la plastica monouso, sono uno spreco enorme.⁣ ⁣ Le usiamo una volta sola e per pochi minuti, hanno una dimensione che rende molto difficile il loro riciclo e, nei casi più fortunati, finiscono nelle discariche.⁣ ⁣ Se invece va male, le ritroviamo negli oceani. E lì, o soffocano i nostri pesci, o si spezzano diventando microplastica, poi impossibile da eliminare.⁣ ⁣ Quello che forse non tutti sanno è che questa microplastica la ritroviamo puntualmente sulle nostre tavole.⁣ ⁣ Sapevate che ogni settimana ingeriamo l’equivalente di una carta di credito?⁣ ⁣ Se continuiamo di questo passo, entro il 2050 ci sarà più plastica (tra cui le cannucce) che pesci nel mare.⁣ ⁣ Aiutare ad evitare tutto questo è più semplice di quanto pensiate: basta iniziare dal gin tonic (o da qualsiasi altra bibita che avreste bevuto con cannuccia). ⁣ #gintonic #gintonictime #cannuccia #noplasticmorefun #milanoplasticfree #ecofriendly #eco #ecosostenibile #ecosostenibilità #sostenibile #pianetaterra #ecobio #sostenibilità #riciclare #ambiente #ecologia #salvaterra #frasedelgiorno #frasimotivazionali #aforismadelgiorno #pensieripositivi #frasisullavita #frasitaliane #frasiimportanti #frasivere #frasidelgiorno #frasivita #inquinamento

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“In questa prima settimana, in base ai dati raccolti, il nostro pubblico è formato per il  77% da donne, 23% uomini e per l’80% la fascia tra i 18 e 34 anni. Un target giovane che ci ha dato un buon feedback. Oltre a chi è già nel settore, ci hanno ringraziato anche persone che non erano vicine a queste tematiche e ai quali abbiamo dato spunti per pensare a come tornare alla normalità e fare qualcosa in più per il nostro pianeta, conclude Matteo. 

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