Roma

Non una di meno, a Roma la manifestazione nazionale contro la violenza maschile di genere

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Non una di meno torna a manifestare per le strade di Roma. Sabato 23 novembre un grande corteo contro la violenza maschile di genere. Partenza ore 14 da Piazza della Repubblica. Tutte le informazioni.

Oltre 6 milioni le donne vittime di violenza in Italia, e in 8 casi su 10 (contro i 6 su 10 a livello globale) queste donne muoiono per mano di un partner, ex partner o familiare.

E in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Non una di meno torna in piazza sabato 23 novembre con la parola d’ordine “Contro la vostra violenza, saremo rivolta!”.

“Per fermare la strage bisogna ripartire dalle bambine e dai bambini. Lo so, può sembrare uno slogan, invece è la realtà. Altrimenti, di fronte a una donna vittima di violenza ogni 15 minuti, di fronte a 142 femminicidi nel 2018, 94 dall’inizio del 2019, dovremmo ammettere di aver perso davvero la guerra, nonostante leggi sempre più severe, nonostante il codice rosso, nonostante tutto”.  

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Lella Palladino, presidente della rete “Di.Re” che riunisce ottanta centri antiviolenza, oggi sarà in piazza a Roma nel grande corteo femminista contro la violenza sulle donne. Ma dal suo osservatorio, dalla prima linea dell’unica trincea che protegge le vittime e le aiuta a reinserirsi nella società, Lella Palladino lancia un monito pesante: “Le donne in Italia continuano a essere uccise perché le risposte istituzionali sono sempre di tipo normativo e non sociale”.

 “Non smetterò mai di dire che la violenza contro le donne deve essere una prioritaria battaglia culturale e che deve riguardarci tutti”, sottolinea Valeria Valente, presidente della commissione d’inchiesta sul femminicidio.

Il corteo di sabato 23 novembre partirà alle ore 14 da piazza della Repubblica e percorrerà viale Luigi Einaudi, via Cavour, piazza Esquilino, via Liberiana, via Merulana, via Dello Statuto, piazza Vittorio, via Emanuele Filiberto. L’arrivo è in Piazza San Giovanni.

Non una di meno ha pubblicato sul suo sito il manifesto dell’iniziativa.

 “In tutto il mondo le donne sono in rivolta contro la violenza patriarcale, razzista, istituzionale, ambientale ed economica.  In Sud America, in Medio Oriente, In Asia, in Africa, in Europa le donne e le persone lgbtqipa+ stanno affermando chiaramente che nessun processo di democratizzazione e liberazione è possibile senza trasformazione radicale dell’esistente. In Cile, in Messico, in Ecuador, in Argentina, in Brasile, le donne lottano contro la violenza patriarcale e economica che attacca i corpi e l’ambiente». Il documento cita poi anche le donne curde, che «stanno difendendo e portando avanti un processo rivoluzionario femminista, ecologista e democratico e combattono per la liberazione da ogni fondamentalismo e contro l’autoritarismo turco”.


La manifestazione del 23 novembre si inserisce dunque nel contesto di una sollevazione globale. Il corteo sarà aperto dalle donne e dai centri antiviolenza femministi, dai percorsi di fuoriuscita dalla violenza di genere, dalle case delle donne, dagli spazi femministi e transfemministi, dalle consultorie, dalle assemblee delle donne dei consultori.

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“Porteremo le maschere delle luchadoras a sostegno della casa delle donne Lucha Y Siesta di Roma e di tutti gli spazi di autodeterminazione minacciati di sgombero e chiusura. – continua il movimento – Vogliamo che l’apertura delle donne e dei centri antiviolenza sia una scelta rispettata e condivisa da tutt*, ma soprattutto determinata ed agita insieme proprio in ragione del desiderio di essere al nostro fianco quel giorno e di costruire alleanze nelle differenze”.

 

 

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