Cultura

Nobel per la Pace 2019, premiato il premier etiope Abiy Ahmed

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Il Comitato Nobel norvegese ha annunciato di aver attribuito il premio Nobel per la pace 2019 al premier etiope Abiy Ahmed Ali per i suoi sforzi per riportare la pace nel Nord Est dell’Africa e per la sua decisione di risolvere la disputa di confine con l’Eritrea.

La rassegna del Premio Nobel entra nel vivo con l’appuntamento tradizionalmente più atteso a livello mediatico-globale: alle ore 11 in diretta da Oslo è stato annunciato il vincitore del Premio Nobel per la Pace 2019, come da tradizione assegnato dal comitato norvegese e non dall’Accademia Reale di Svezia come per gli altri Premi di Medicina, Fisica, Chimica, Letteratura ed Economia (lunedì prossimo, chiudendo la rassegna 2019).

Il vincitore del premio Nobel per la pace 2019  è il premier etiope Abiy Ahmed.

Chi è Abiy Ahmed

Scelto in parlamento dopo le dimissioni del suo predecessore Hailemariam Desalegn, Ahmed si è insediato al governo il 2 aprile 2018 promettendo di aprire “un nuovo capitolo” nella storia del paese. Ha cominciato con la liberazione di migliaia di prigionieri politici e la chiusura del carcere di Maekelawi, simbolo di anni di repressione.

Poi ha sbloccato 264 siti e blog riconducibili all’opposizione. Il suo governo, che ha avviato diverse riforme economiche, comprende diversi ministri donna. Il paese ha inoltre da un anno per prima presidente donna, Sahle-Work Zewde. L’avvento di Ahmed ha provocato una sorta di “Abiymania” in Etiopia e nella diaspora, con molti suoi compatrioti che guardano a lui come una sorta di ‘profeta’ e indossano magliette con il suo volto. Molti esuli hanno fatto ritorno in patria, come il quarto Patriarca della Chiesa ortodossa Abune Merkerios, che aveva vissuto per 27 anni negli Stati Uniti. Ma il processo di democratizzazione, anche in vista delle elezioni dell’anno prossimo, rimane un percorso irto di ostacoli in un paese segnato da rivalità fra le diverse etnie e dal peso dei militari nella vita pubblica. Così non sono mancati nuovi episodi di violenze etniche, mentre Ahmed è sfuggito a più di un tentativo militare di rovesciarlo o ucciderlo.

Da molti considerato una speranza per l’Africa, il primo ministro dell’Etiopia Abiy Ahmed ha dimostrato il suo coraggio politico con l‘accordo di PACE con l’Eritrea, una delle prime iniziative del suo governo, insediatosi nel 2018. Combattuto fra il 1998 e il 2000, il conflitto fra i due paesi confinanti non si era poi formalmente concluso, creando forte tensione fra i due paesi confinanti. Ahmed ha scelto di accettare il verdetto dell’arbitrato internazionale del 2002 che assegnava all’Asmara il territorio conteso di Badme, aprendo la strada alla firma di un accordo di PACE nell’estate 2018.

L’abbraccio con il presidente eritreo Isais Afewerki e le visite reciproche nelle due capitali, la ripresa dei rapporti diplomatici e dei voli aerei fra Addis Abeba e l’Asmara hanno sollevato grandi entusiasmi, anche se la dittatura in Eritrea ha poi richiuso i confini, lasciando a metà il processo.

Il premier etiope era tra i favoriti, insieme alla giovane attivista ambientalista svedese, Greta Thunberg e il leader indigeno brasiliano, Raoni Metuktire.

La 16enne svedese ha iniziato poco più di un anno fa uno sciopero scolastico settimanale davanti al Parlamento di Stoccolma chiedendo misure contro i cambiamenti climatici, un’azione che ha dato origine al movimento globale “FridaysForFuture”. Thunberg, diventata famosa in tutto il mondo, è stata accolta dai leader mondiali e ha parlato alcune settimane fa al vertice dell’azione per il clima delle Nazioni unite, diventando a tutti gli effetti leader globale nella lotta per il clima, una delle questioni più attuali.  Sarebbe stata la più giovane vincitrice nella storia del Nobel, battendo la pakistana Malala Yousafzai, che lo vinse nel 2014 all’età di 17 anni.

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La rosa dei candidati includeva anche altri nomi legati alla lotta per l’ambiente, tra cui Raoni Metuktire, figura emblematica contro la deforestazione in Amazzonia e referente del popolo Kayapo, nonché’uno dei finalisti del Premio Sakharov 2019 per la libertà di coscienza del Parlamento europeo.

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Il premio Nobel per la pace (Nobel peace prize) è stato istituito dal testamento di Alfred Nobel del 1895 ed è stato assegnato per la prima volta nel 1901, come gli altri premi istituiti da Nobel stesso. A differenza degli altri premi Nobel, quello per la pace viene assegnato in Norvegia, e non in Svezia. La cerimonia di consegna del Nobel per la pace si tiene infatti a Oslo. Il vincitore del premio viene scelto dal Comitato per il Nobel norvegese, composto da cinque persone scelte dal Parlamento norvegese. L’annuncio della decisione viene effettuato a metà ottobre e la consegna del premio avviene presso il municipio di Oslo.

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