Cultura

NOBEL PER LA PACE ALL’ ICAN, CONTRO LE ARMI NUCLEARI

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Di Sara Falconieri. OSLO. Nobel per la Pace 2017 all’Icam per la sua strenua lotta contro le armi nucleari. L’Icam ingloba 440 gruppi che operano in 100 Paesi.

Un premio che nel corso degli anni è stato conferito a personaggi di rilievo come Juan Manuel Santos, premiato lo scorso anno, prima ancora a Liu Xiaobo e Madre Teresa di Calcutta. Nobel che ha affrontato anche numerose critiche, a partire dalla mancata assegnazione a Gandhi, nominato quattro volte.

Polemiche che non hanno risparmiato Aung San Suu Kyi, accusata di non essere intervenuta nella persecuzione dei rihingya in Myanmar che ha indotto 500mila abitanti a rifugiarsi in Bangladesh. Polemiche che hanno portato 430 mila persone a firmare a favore della revoca del suo Nobel. Dito puntato contro il Nobel anche lo scorso anno per la nomina del presidente Juan Manuel Santos e per il Nobel del 2010 al dissidente cinese Liu Xiaobo. Anche l’assegnazione di quest’anno non deluderà i critici del premio che otto anni orsono venne assegnato a Barack Obama presidente della più grande potenza nucleare al mondo.

Insomma, un premio tanto prestigioso quanto chiacchierato. Per frenare nuove critiche il comitato norvegese quest’anno ha premiato la lotta al nucleare, tema di grande attualità.

Il comitato Nobel ha spiegato che la sua decisione è caduta sull’Ican per “il suo ruolo nel far luce sulle catastrofiche conseguenze di un qualunque utilizzo di armi nucleari e per i suoi sforzi innovativi per arrivare a un trattato di proibizioni di queste armi”.

Una assegnazione che assume un rilevante significato nel pieno dello scontro Nord Corea – USA e le tensioni tra Washington e Teheran per l’accordo sul nucleare iraniano che Trump si preparerebbe a smontare.
La direttrice esecutiva di Ican Beatrice Fihn ha ringraziato per il traguardo raggiunto: “Per me è un onore immenso, faccio fatica a descriverlo. È un premio importantissimio per tutti coloro che lavorano alla lotta contro le armi nucleari, un tributo ai sopravvissuti di Hiroshima e anche alle vittime dei test nucleari”.

Nel discorso della Fihn, anche forti ammonizioni per le grandi potenze mondiali: “Continuare a basare la propria sicurezza sulle armi atomiche è un atteggiamento inaccettabile. Stiamo cercando di mandare forti segnali a chi ha queste armi, Corea del Nord, Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, India e Pakistan: è inaccettabile la minaccia di uccidere civili”.

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